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Rifondazione: «Coop amiatine riaprono la domenica. Ma non dovevano restare chiuse fino a fine emergenza?»

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AMIATA – “I punti vendita Coop Unione Amiatina chiusi la domenica per sostenere il generoso sforzo dei lavoratori. Così recitava il comunicato pubblicato dal presidente il 13 marzo scorso, annunciando la chiusura di tutti gli esercizi commerciali nelle domeniche successive, dal 15 marzo e per tutta la durata dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Cosa sia successo negli ultimi giorni non è dato sapere: forse che lo sforzo dei lavoratori non sia stato più ritenuto così ‘generoso’, o che gli incrementi di utile (valutati da più parti nell’ordine del 15-20% rispetto ai periodi pre-crisi) non siano stati più considerati sufficienti, fatto sta che lo stesso presidente ha ritirato in tutta fretta la decisione già assunta, e valutata molto positivamente da parte dei lavoratori, disponendo la riapertura dei negozi a partire da domenica 26 aprile”.

A scriverlo, in una nota, il Comitato di Zona Amiata grossetana del Partito della Rifondazione comunista.

“Come Comitato di Zona Amiata grossetana del Partito della Rifondazione comunista riteniamo assolutamente inaccettabile che le più basse motivazioni economiche siano alla base di un tale provvedimento – continuano -. Il lavoro domenicale è qualcosa di abnorme e fuori dalle regole in periodi ‘normali’, figuriamoci in questo momento in cui la salute stessa dei lavoratori è messa a rischio ogni giorno, tanto che le autorità raccomandano di recarsi presso gli esercizi commerciali una o al massimo due volte a settimana. Ed infatti non può avere alcuna giustificazione il fatto che il 25 aprile i negozi siano chiusi”.

“Per non parlare – continuano dal Prc – dell’immagine e del ruolo della Coop, ed in particolare dell’Unione Amiatina, nella vita sociale del nostro territorio, portatrice di idealità e di rapporti umani consolidati e fecondi, fra i lavoratori, i cittadini e la stessa dirigenza, che non possono e non devono essere sacrificati o messi in discussione dalle perverse leggi del mercato”.

“Chiediamo quindi con forza che il presidente riveda la sua ultima decisione – concludono – e si riaffermi il principio secondo cui la domenica i negozi restano chiusi, tanto più in questo momento, a salvaguardia della salute e della sicurezza degli utenti e dei lavoratori, oltreché del loro benessere psicofisico”.

 

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