Coronavirus, i genitori: «Per i nostri figli niente video-lezioni. Perché?»

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SATURNIA – “A distanza di un mese dalla comunicazione del nostro dirigente scolastico, Anna Maria Carbone, alcuni genitori della classe I S dell’Istituto comprensivo Pietro Aldi di Manciano, sede di Saturnia, hanno deciso di rispondere all’articolo. Abbiamo atteso consci del fatto che questa situazioni di estrema emergenza rappresentasse una novità assoluta per tutti: per noi genitori, per i docenti e per i nostri figli”.

“Siamo rimasti in attesa – continuano i genitori -, nella speranza che le cose potessero cambiare dopo un iniziale momento di assestamento ed in seguito alle nostre continue richieste di video-lezioni, ma purtroppo non è stato così. Questo ci viene negato proprio da chi il 19 marzo asseriva che l’Ic Pietro Aldi di Manciano si stava organizzando perché ‘la lontananza fisica, quando addirittura non l’isolamento, non possono né devono significare abbandono‘. Queste le parole della nostra dirigente scolastica, invece ad oggi è esattamente così, i nostri figli sono stati abbandonati”.

“Attualmente – proseguono i genitori – i nostri ragazzi hanno solamente ricevuto compiti assegnati su Classroom, video scaricati da YouTube e Power Point. In questo delicato momento di isolamento sociale, dove lo sconforto e il disorientamento prevalgono negli adulti, figuriamoci che cosa significa per degli adolescenti che si ritrovano senza orari da rispettare e privi dei loro punti di riferimento al di fuori della loro famiglia. Eppure la nota 388 del Ministero dell’Istruzione, pubblicata il 17 marzo scorso, è chiara e sembra proprio scritta per evitare situazioni come la nostra: ‘Il solo invio di materiali o la mera assegnazione di compiti, che non siano preceduti da una spiegazione relativa ai contenuti in argomento o che non prevedano un intervento successivo di chiarimento o restituzione da parte del docente, dovranno essere abbandonati, perché privi di elementi che possano sollecitare l’apprendimento‘”.

“Le video-lezioni o video-conferenze farebbero bene ai nostri figli non solo dal punto di vista didattico, ma proprio per farli sentire meno soli – continuano -. Inoltre servirebbero anche ai docenti per interagire con gli studenti e capire se gli argomenti trattati sono stati ben compresi e assimilati. Non dimentichiamoci che questo rientra nella responsabilità professionale ed etica dell’insegnate. Piccoli confronti servirebbero come stimolo per i ragazzi, in quanto ad oggi la nostra maggiore difficoltà riscontrata è appunto cercare di motivare i nostri figli, che ad oggi stanno ricevendo su Classroom anche comunicazioni del tipo studia da pagina x a pagina y, senza valutare l’effettivo apprendimento, queste comunicazioni a cosa servono?”.

“E’ difficile far capire a dei ragazzini di 11 o 12 anni che devono studiare per loro stessi, per il loro futuro, per cultura personale – proseguono i genitori -. Queste sono considerazioni comprensibili, forse, da un ragazzo prossimo alla maturità. Intorno a noi c’è chi fa esami universitari, discute tesi di laurea, fa varie ore di lezione su Skype, Meet, eccetera possibile che noi non riusciamo ad avere un contatto che non sia
per email? Possibile che gli insegnanti dei nostri figli non riescono a far fronte alla nostra richiesta?”.

“Inoltre siamo venuti a conoscenza che la dirigente scolastica Anna Maria Carbone, di fronte ad altre richieste di video-lezioni fatte anche da altre classi di Saturnia, abbia risposto in modo non veritiero, affermando che non si svolgono video-lezioni in quanto alcuni genitori di
prima e seconda media di Saturnia hanno diffuso ingiurie nei bar di tutta Saturnia e criticato i metodi didattici in modo vergognoso, e quindi, in virtù di questo fatto, non se la sentono di entrare nelle nostre case attraverso le varie modalità previste dalla didattica a distanza. Ci teniamo a precisare che questa è una falsità e che tutte le nostre richieste sono sempre state messe nero su bianco ed inviate alla nostra
dirigente e al corpo docente, senza mai offendere nessuno”.

“Noi genitori della classe prima avevamo già richiesto per email di avere video-lezioni alle insegnati, ma al tempo ci risposero che c’erano problemi di connessione e di carenza di dispositivi in alcune famiglie – continuano -. In un secondo momento, affrontando questa tematica su Facebook, due mamme pubblicarono un post con un articolo della ministra Lucia Azzolina intitolato così: ‘La didattica a distanza
non è solo apprendimento, ma rassicurazione degli studenti, anche tramite la semplice voce dei prof’. Aggiungendo che purtroppo questo, a Saturnia, non accadeva. Proprio su Facebook Anna Maria Carbone intervenne più volte dicendo che sono i Consigli di classe che scelgono se
attivare o meno le video-lezioni, per le ragioni che i docenti ritengono più opportune. Asserendo anche che non c’è nessun problema di connessione, ma semplici scelte didattiche dei docenti”.

“Quante versioni sempre più diverse tra loro ed intanto la cosa peggiore la stanno subendo i nostri figli, una didattica apatica e sterile – concludono i genitori -.Ci stiamo chiedendo, secondo quali indicazioni pedagogico-didattiche, il nostro consiglio di classe ha deciso di non effettuare le video-lezioni? Sarà questa una scelta figlia di alcuni recenti dissapori?”.

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