#quarantena – Arriva il vaccino (forse). Ma non risolverà i problemi della parte incanaglita del Paese

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GROSSETO – Il lunedì di Pasquetta non porta la grigliata, ma la notizia di un possibile (forse probabile) vaccino che annichilirà il Covid-19. Potrebbe essere per settembre, e nel caso sarà tutto da godere lo spettacolo dei No-Vax pentiti in fila per la punturina. Dopo l’abiura di prassi.

Della contro misura per fermare il Coronavirus si era già parlato a metà marzo, proprio in Italia. Il vaccino in predicato di sperimentazione – sono già pronti in Inghilterra 550 volontari in perfetta salute – è quello messo a punto dalla Advent-Irbm di Pomezia (Roma) insieme con lo Jenner Institute della Oxford University. L’ha reso noto l’Ad della Irbm, Piero Di Lorenzo. Sostenendo che l’agognata profilassi potrebbe «essere utilizzabile già a settembre per usarla su personale sanitario e forze dell’ordine».

È davvero il caso di festeggiare, anche fosse solo una speranza. Fra l’altro, a oggi sono 12 i vaccini sperimentali per contrastare Covid-19 che l’Agenzia europea per il farmaco (Ema) sta valutando.

Ma è anche il caso di riflettere, ora, su cosa dovrebbe significare il sospirato ritorno alla normalità. No di certo il ritorno all’Italietta dei furbi, quelli che da sempre “chiagnono e fottono”. Contribuendo al degrado etico e all’arretratezza culturale di questo Paese, sul piano interno. E alla sua pessima reputazione, su quello internazionale. Alla sua instabilità costitutiva.

Grazie a loro, e ai loro mentori politici, eravamo già prima della pandemia su un gommone che stava affondando, senza extracomunitari a bordo (come quello affondato oggi). Non nel Mediterraneo, ma nel mare tempestoso dell’economia mondiale. Progressivamente marginalizzati all’incapacità cronica di prenderci la responsabilità dei nostri fallimenti storici. Sempre a caccia di un alibi, di un nemico di comodo.

Come quelli che hanno sempre, regolarmente, accampato scuse per non pagare le tasse. Per evaderle con la giustificazione larga dello stato di necessità. Quelli che i politici sono tutti ladri, ma basta garantiscano l’immunità fiscale. Che lo Stato è ladro, punto. Che gli extracomunitari ci levano il lavoro e portano malattie. Che si stava meglio con la lira. Che la sanità pubblica è uno schifo, ma mi deve salvare. Che appena è arrivato il Covid-19, tempo 15 giorni erano già sul lastrico, nonostante decenni di accumulo alle spalle. Gli stessi che oggi chiedono soldi a fondo perduto (allo Stato). Che sono contro il Mes, senza sapere cosa sia. Che non vogliono pagare più tasse, perché ci stanno rimettendo del loro. Che tanto i soldi basta stamparli, tornando alla sovranità monetaria. Ah la sovranità monetaria!

Insomma tornare a quel mondo lì. A quelle consolatorie illusioni lì. A quella visione prevalentemente mercantile delle relazioni fra persone, in una comunità atomizzata e ostaggio degli egoismi.

Se tutto questo – banalmente – non fosse marginalizzato una volta per tutte. Le decine di migliaia di morti di questi mesi non ci avranno insegnato niente. E quelle persone saranno morte invano.

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