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I farmacisti maremmani alla Regione: «Le ricette via sms aumentano l’affollamento nelle farmacie»

GROSSETO – L’Associazione Titolari di Farmacia della nostra Provincia ci ha inviato una lettera circa le gravi problematiche di lavoro sorte in seguito all’emergenza Covid19. Di seguito il testo.

Con la presente vorremo esprimere l’enorme difficoltà in cui stiamo lavorando in questi tempi.

La necessità oggettiva di evitare gli afflussi di pazienti presso gli studi medici per il ritiro delle ricette dei medicinali, onde evitare pericolosi assembramenti che potrebbero essere causa di contagio fra i pazienti stessi ed i medici, ha portato alla novità della ricetta spedita tramite sms direttamente sul telefonino del paziente.

Con esso, presso le Farmacie territoriali, munita di tessera sanitaria, la popolazione può ritirare i propri medicinali.

Non le stiamo a descrivere il rallentamento della normale procedura di evasione della ricetta per la necessità di digitare manualmente 15 fra numeri e lettere e spesso anche lo stesso codice fiscale e della stampa del promemoria cartaceo su cui vanno apposte le fustelle: tutto ciò, oltre ad aumentare i carichi di lavoro di un personale ridotto a causa del contagio, produce inevitabilmente lunghe code ed allunga i tempi di attesa delle persone.

Spesso i codici vengono trascritti dai pazienti su carta, con inevitabili errori, spesso i pazienti vengono con 5-10 sms per ciascuno.

Tutto ciò aumenta l’affollamento delle Farmacie e, di pari passo, i rischi di contagio che si volevano evitare presso gli studi medici, semplicemente si “spostano” nelle Farmacie, con pericolo per la popolazione e gli operatori sanitari che non riescono a far rispettare le distanze e le norme anti-contagio con efficacia.

Sarebbe stato molto più semplice utilizzare, come più volte richiesto, il sistema già adottato presso le Regioni Veneto e Puglia, dove accedendo al Registro sanitario elettronico del paziente, tramite il semplice codice fiscale, si può accedere alle ricette e, con un semplice passaggio, il medicinale viene erogato in tempi molto più ristretti, ma tutto ciò sembra che in Toscana sia impossibile.

Ricordo che questa procedura, la dematerializzazione completa della ricetta, sarebbe un obiettivo già previsto dalla Regione Toscana così come dettato dalla normativa nazionale.

E’ di questi giorni inoltre la notizia che le Farmacie del territorio toscano si faranno carico gratuitamente anche della distribuzione delle mascherine di protezione che sempre la Regione ha deciso di fornire ai cittadini in vista dell’obbligatorietà di tali dispositivi per uscire e circolare all’aperto.

Mentre la distribuzione presso supermercati, edicole e altri soggetti che si sono proposti per fornire i dpi sarà effettuata semplicemente tramite volontari, in Farmacia è stato deciso di utilizzare il sistema computerizzato Gopen che viene normalmente utilizzato per la distribuzione dei Farmaci ad alto costo distribuiti per conto della Asl, che comporta una procedura articolata che verrebbe sicuramente messa in crisi dai volumi richiesti di mascherine per singolo cittadino.

Il rischio è sempre quello di aumentare i tempi di attesa e la possibilità di contagio e di portare al collasso il sistema Farmacia, che già sta lavorando con gravosi carichi dovuti alla situazione di emergenza.

Se a questo aggiungiamo che molte Farmacie rurali lavorano con personale ridotto e con turni che prevedono anche sabati, domeniche e giorni festivi di apertura è facile capire come il sistema si stia trovando vicino ad una pericolosa saturazione.

Come mai ci sono questi diversi modi di comportamento?

Come mai il lavoro delle Farmacie deve essere tracciato con carichi burocratici e relativi rallentamenti e quello di altre strutture sono esenti da questi controlli?

In questi giorni di caos siamo stati oggetto di ripetute visite di controllo da parte della Asl, dei Nas e della Guardia di Finanza mentre sembra che lo stesso trattamento non sia riservato anche ad altri esercizi come supermercati ed esercizi di vicinato che vendono gli stessi prodotti delle Farmacie.

Sia chiaro che i farmacisti sono più che disponibili a fare il loro dovere e vogliono fare la loro parte per aiutare le Istituzioni e la Popolazione come hanno fatto sinora nell’ombra ed in silenzio, presidiando il territorio in maniera capillare ed efficiente, ma la domanda che viene spontanea è la seguente: come mai nel nostro paese tutta questa maledetta burocrazia deve mettere i bastoni fra le ruote a chi fa il proprio lavoro, anche in queste situazioni di emergenza?

A chi giova bloccare un sistema che ha sempre fatto dell’efficienza e della disponibilità la sua peculiarità principale? Non certo alla popolazione che rischia di vedere implodere uno dei primi e più importanti presidi della salute sul territorio e neppure al Sistema sanitario stesso che, come si vede in questi giorni ha nelle Farmacie uno strumento per arrivare a tutti gli Assistiti con velocità, professionalità ed efficienza.

Chiediamo quindi con urgenza e preoccupazione che le Istituzioni, nelle persone del presidente della Regione Enrico Rossi e dell’assessore alla Salute Stefania Saccardi, prestino attenzione alle accorate richieste che sorgono da quei farmacisti che sul territorio spendono la loro vita cercando di fare al meglio il loro lavoro, al fine di rendere più efficace lo sforzo che tutti insieme stiamo cercando di fare per il bene della popolazione.

 

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