Coronavirus: più di 20 positivi in due giorni. L’emergenza non è finita

GROSSETO – “Nella Provincia di Grosseto, dal 9 aprile ad oggi,  registriamo un totale di 21 casi. Tutti i soggetti sono in isolamento domiciliare. Nessuno risulta ricoverato in ospedale”. Ad affermarlo Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Asl Toscana sud est. I casi totali in provincia di Grosseto salgono così a 309.

“Questi 21 casi – spiega -, sono un numero che si poggia su circa mille tamponi”. Dunque il 2% dei tamponi svolti negli ultimi due giorni è risultato positivo.

Nei giorni scorsi, come più volte ribadito, erano stati eseguiti un numero inferiore di analisi dei tamponi a causa della carenza di materiale reagente, di cui adesso l’ospedale è stato rifornito.

“Abbiamo raddoppiato la potenza analitica dei tamponi, passando da circa 600 a 2mila 400 tamponi in tutto il territorio della Asl sud est – prosegue D’Urso -. Questo grazie alla convenzione con un soggetto privato che ci ha consentito di appoggiarci a lui e raddoppiare il numero di tamponi. E’ un dato importante perché la precoce individuazione di casi covid-19 ci permette di adottare misure di isolamento e di distanziamento sociale che sappiamo essere misure fondamentali nel contenimento dell’infezione”.

“Domani, anche nel giorno di Pasqua, l’attività prosegue per recuperare eventuali tamponi che sono ancora nei nostri laboratori – va avanti il direttore -, ed è previsto un ulteriore volume di tamponi da leggere. Credo che da martedì la situazione tornerà stabile, per cui riusciremo a fare i tamponi nei tempi standard previsti”.

“L’Asl sud est ci ha comunicato che i casi di positività al Covid -19 sono 167 nel territorio del Comune di Grosseto – afferma il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna -. Si registra un aumento di 14 rispetto all’ultima rilevazione”

“Vi ricordo – spiega – che questo dato ha risentito della ripresa del funzionamento a pieno regime delle analisi dei tamponi, che erano state rallentate nei giorni scorsi dalla carenza di materiale reagente, di cui ora l’ospedale è stato rifornito”.

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