Decreto liquidità, Cna: «E’ inaccettabile. Misure insoddisfacenti per le reali esigenze delle imprese»

GROSSETO – “Il decreto sulla liquidità non risponde alle richieste delle imprese e non rispetta quanto annunciato dal Governo nei giorni scorsi”.

A lanciare l’allarme è Riccardo Breda, presidente di Cna Grosseto e della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, che sottolinea come le imprese abbiano bisogno, adesso, di liquidità per far fronte alla spese correnti. Denaro necessario per non far saltare tutta la catena dei pagamenti.

“Senza liquidità – aggiunge Breda – non si potranno pagare stipendi, affitti e fornitori mettendo in crisi famiglie e altre imprese. Non ci sono certezze neppure per l’automatismo nella concessione dei finanziamenti fino a 25.000 lasciando, di fatto, la valutazione del merito di credito, della durata e delle condizioni applicabili in mano alle banche”.

Non è sicuro neppure che un’impresa riesca ad ottenere credito aggiuntivo. Il decreto, infatti, prevede che il debitore possa consentire alla banca di non aumentare l’esposizione, ed essendo in posizione di oggettiva debolezza, potrebbe cedere alla richiesta della banca di sostituire posizioni in essere con crediti totalmente garantiti dallo Stato.

“Altro elemento che ci preoccupa è la dimensione dell’intervento – aggiunge Breda – perché lo stanziamento di 1.729 milioni di euro, destinato ad incrementare la dotazione del Fondo, potrà assicurare al massimo 20 miliardi di nuovi crediti pari all’1% del fatturato di tutte le imprese che possono essere garantite dal Fondo di Garanzia”.

“Siamo profondamente delusi – dice Anna Rita Bramerini direttore della Cna – e con noi le tante imprese con cui siamo in contatto tutti i giorni, che confidavano veramente di poter avere mezzi finanziari sufficienti per non essere costrette a chiudere. Così si alimentano solo rabbia e sconcerto”

“In questo momento di crisi straordinaria, dovuta a cause che non riguardano la capacità imprenditoriale delle imprese, i provvedimenti devono essere altrettanto straordinari: devono essere veloci ed efficaci, perché serve un percorso rapidissimo per mettere a disposizione delle imprese nuovo credito senza burocrazia, senza procedure valutative, a zero interessi, con 24 mesi di preammortamento e 10 anni per la restituzione”.

Per questo Cna, a tutti i livelli, chiede al Governo di correggere il provvedimento: “Accanto alle misure sul fronte dell’occupazione, della sburocratizzazione e del pagamento dei tributi, che Cna sta chiedendo dall’inizio della crisi, la liquidità è l’unica soluzione in grado di garantire la sopravvivenza delle imprese, che in questo momento è una necessità per il nostro Paese, senza la quale non si potrà nemmeno ragionare della cosiddetta fase 2”.

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