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Lettera aperta alle piccole imprese maremmane: «Teniamo duro, ma vogliamo ripartire»

GROSSETO – Una lettera alle piccole imprese della nostra provincia. A scriverla è Marco Gasparri, consulente marketing, che lancia un appello a tutte gli imprenditori e alle istituzioni. Un messaggio che vuole essere un invito ad aprire un dibattito e a tenere alta l’attenzione sulla nostra economia e sulle soluzioni per una futuro ripartenza di tutte le attività.

Mi permetto di scrivere questa lettera aperta rivolgendomi alle imprese maremmane che stanno soffrendo nel momento delicatissimo che la nostra storia economica sta attraversando. Lo faccio da consulente marketing di una piccola azienda che quindi è in difficoltà come tutte le altre, ma anche con il dovere che la mia professione mi impone di dare delle linee di indirizzo nelle situazione di crisi.

Quando l’emergenza del Covid-19 è scattata, e con essa la serrata delle imprese, ho accolto lo sconforto di tanti colleghi. Piccola impresa in Maremma significa l’assoluta maggioranza delle attività produttive in proprio: pochi addetti e si vive del fatturato mensile. Si lavora, si guadagna; non si lavora, non si guadagna.

Il grido di dolore che si è alzato dalle aziende in questo mese non è però frutto di un capriccio; gli imprenditori hanno capito bene la gravità del Coronavirus e delle implicazioni drammatiche per la salute collettiva. I titolari di azienda però hanno dovuto far fronte non solo alla preoccupazione sanitaria elevatissima che riguarda tutti noi e le nostre famiglie, ma anche all’allarme economico che deriva da questo.

E sono stati due pensieri costanti e lo sono ancora, che provocano disorientamento e sfiducia. Eppure, cari imprenditori, saremo solo noi piccole aziende che potremo decidere il futuro produttivo di questo paese. A noi spetta il compito di rimboccarsi le maniche, di trovare risorse, persino creatività, di riadattarci e soprattutto di non mollare. Sento tutta la pesantezza e lo sconforto di questo periodo che gravano su molti miei colleghi ma io mi rivolgo a ciascuno di voi invitandovi a predicare fiducia e positività. Nel mercato, la più pericolosa azione che possiamo fare è quella di “scomparire” e mostrarsi deboli di fronte al futuro.

Non è facile, anche perché le risposte istituzionali non sono affatto rassicuranti né tantomeno efficaci nel sostegno. Eppure siamo chiamati a questo. Credo anche che in un’economia così tanto grande come quella italiana, servano progetti ad personam per ogni territorio. La Maremma è stata colpita da uno schiaffo: la nostra provincia vive di artigianato, commercio e ricettività ed è legata strettamente al turismo. Percepisco lo sgomento di strutture che non riapriranno, di persone che vedono sfumare la stagione, di addetti disperati. Teniamo duro, cerchiamo e sforziamoci di pensare insieme a soluzioni che possano dare ossigeno.

All’imprenditore non basta il sostegno dall’alto: nel suo DNA c’è il lavoro! L’imprenditore vuole lavorare perché la sua azienda è spesso il frutto dei sacrifici di una vita.

Ci è stato chiesto di attenersi alle regole: abbiamo chiuso e abbiamo rispettato le leggi. Adesso attendiamo fiduciosi la possibilità di riaprire, nel rispetto delle regole, ma con urgenza.

Se vogliono, gli imprenditori sanno fanno squadra. Adesso direi che è arrivato il momento di dimostrarlo, ciascuno nella sua parte.

Ho scritto questa lettera aperta agli imprenditori, ma colgo l’occasione per rivolgermi alle istituzioni, alle associazioni di categoria, ai giornalisti, a tutti coloro che hanno a cuore la Maremma per aprire un dibattito e tenerlo vivo in questo momento: facciamo sentire la voce delle piccole aziende, manteniamo alta l’attenzione sul settore produttivo locale, diamo voce alle storie delle nostre attività.

Marco Gasparri, consulente di marketing

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