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#quarantena – Omini, ominicchi e quaquaraquà

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GROSSETO – A seguire il dibattito pubblico – diciamo così – ti vengono subito in mente omini, ominicchi e quaquaraquà di Leonardo Sciascia. Tutti eccitati dal toto data su quando riaprirà la saracinesca che finora ha arginato la pandemia di Covid-19. Perché la data è un simbolo, una bandierina da sventolare sotto il naso degl’Italiani stremati dalla quarantena, per catturarne l’attenzione. Che in questa fase, più di sempre, chi non ha un cazzo di concreto da dire, per esistere politicamente s’aggrappa alle suggestioni. Prima le alimenta e poi le cavalca. Contenuti zero.

Poi, per caso, t’imbatti in un’intervista di Repubblica a Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica e principale azionista del gruppo italo-francese EssiLux. 84 anni. Che dice: «Sacrifici, non rabbia, per uscire dalla crisi». Poche parole illuminanti. Che in un picosecondo confinano l’esercito di quaquaraquà della politica in un canto. E spariscono.

Del Vecchio è quello che ha chiuso subito le fabbriche. Ha mandato quasi tutti in cassa integrazione, anticipandogliela e integrando il 20%. Dando il bonus baby-sitter a chi è rimasto al pezzo, oltre a un premio di 500 euro per il rischio coronavirus.

Lui non smania per riaprire. Dice che ogni scelta va fatta d’accordo col sindacato, e si riapre quando non ci sarà rischio per la salute. Ed è talmente modesto e obiettivo da dire che, certo, lui parla da titolare d’azienda. Che governare è più complicato. Che bisogna stare uniti. Che il nostro sistema sanitario ha funzionato bene, ed è la dimostrazione che l’efficienza non è solo appannaggio del privato. E un sacco di altre cose intelligenti e di buon seno.

Ma porca di una puttana, zozza, ladra. Maremma impestata maiala.

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