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Coronavirus, Confindustria: «È il momento di pensare ad una ripartenza sicura»

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GROSSETO – La tenuta del sistema economico dipende, in particolare, da due fattori: l’assicurazione della liquidità alle imprese con la conseguente possibilità, data agli imprenditori, di mantenere gli impegni presi nei pagamenti e garantire così continuità a tutto il sistema e poi dalla possibilità di organizzare una ripartenza graduale e sicura di tutto il sistema produttivo.

«Anche il nostro territorio, come tutto il resto d’Italia – dice il presidente della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud, Francesco Pacini – sta affrontando una delle fasi più delicate della sua storia. Per la nostra terra e per i nostri imprenditori non è certo la prima delle crisi che abbiamo affrontato, ma questa ha contorni e caratteristiche che richiederanno grande velocità e attenzione nelle risposte che riusciremo a dare. Siamo di fronte a due guerre: una contro il virus e il contagio, e una contro la recessione affinché non si trasformi in depressione economica. Confindustria, a livello nazionale e territoriale, sta agendo a supporto del nostro sistema imprenditoriale con tutte le energie a disposizione affrontando le varie fasi che molto rapidamente si sono succedute: i protocolli per la sicurezza dei lavoratori, che rappresentano la nostra risorsa più preziosa, l’accompagnamento verso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, che purtroppo sta riguardando la grande maggioranza delle nostre imprese, e infine la cosa più dolorosa di tutte, cioè la chiusura temporanea delle attività non rientranti tra i settori individuati dal Governo, in questa prima fase, come essenziali. Su questo, mi preme sottolinearlo, i nostri imprenditori hanno agito con grande senso di responsabilità».

Adesso è tempo di affrontare un’altra emergenza. «Dobbiamo spingere sulla prossima priorità, la liquidità delle imprese – spiega ancora Pacini – per mantenere in vita il nostro sistema economico e prepararsi alla ripartenza, trasformando le preoccupazioni nella necessità di non mollare, nel gusto della sfida, nella voglia di reagire».

Fin da subito Confindustria, a livello nazionale, ha presentato proposte articolate: «L’ultima – ricorda il presidente Pacini – lo scorso 20 marzo, quando abbiamo inviato al Governo e a tutte le forze politiche un documento per governare questa fase di transizione assicurando liquidità a breve a tutte le nostre imprese (piccole, medie e grandi) attraverso il potenziamento del fondo di garanzia. Liquidità che alla fine di questo periodo dovrà trasformarsi in un prestito a 30 anni, al pari di un debito di guerra, che le imprese si accolleranno e pagheranno. Una misura che ovviamente richiede un diretto coinvolgimento delle banche con le quali abbiamo avviato un confronto anche a livello territoriale, in modo da capire le opportunità che può offrire il sistema del credito, in attesa del potenziamento delle garanzie che i vari istituti dovranno ricevere dallo Stato».

La mobilitazione di Confindustria avviene anche a livello europeo, in modo da creare un consenso diffuso e accelerare la realizzazione di quelle azioni che solo l’Europa può compiere, senza le quali sarà difficile superare questa crisi. Il Governo ha attualmente posticipato al 13 aprile il blocco delle attività produttive non essenziali: «Per questo motivo – dice ancora Pacini – è necessario pensare a una “fase 2″, che inizia dal 13 aprile e non sappiamo con precisione quando terminerà, nella quale è necessario riflettere rapidamente su come far ripartire l’economia, riaprendo il prima possibile le imprese che hanno dovuto interrompere l’attività produttiva, solo se in grado di adottare tutte le misure possibili per evitare il contagio dei lavoratori. L’esperienza di queste ultime settimane infatti ci dimostra che adottando con rigore le misure di contenimento del contagio (utilizzo dei dispositivi di protezione, distanziamento dei lavoratori, riorganizzazione dei layout aziendali) è possibile continuare a produrre in sicurezza. È grazie a questa esperienza che possiamo e dobbiamo pensare a una riapertura delle fabbriche e delle attività produttive. In questo momento dobbiamo quindi confrontarci tutti insieme su quali scenari affrontare nelle prossime settimane affinché la crisi economica, ormai già esplosa, non si trasformi in una crisi sociale».

Francesco Pacini inoltre vuole condividere le parole del presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, e il suo appello rivolto a tutti gli imprenditori: «Dobbiamo sottolineare che la tenuta del sistema economico e delle filiere dipende anche da noi, dalla nostra etica della responsabilità e dai nostri comportamenti. Ogni impresa, indipendentemente dalla sua dimensione, categoria o settore merceologico, è funzionale alla sopravvivenza del nostro tessuto produttivo. Mantenere gli impegni presi nei pagamenti, salvo gravi e comprovate difficoltà, è la decisione che garantisce continuità a tutto il nostro sistema. Adesso è il momento della responsabilità sociale, e possiamo e vogliamo essere il centro e i promotori della nuova rinascita».

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