300 mascherine a autisti, poliziotti e banconisti: «Grazie alla generosità dei maremmani»

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GROSSETO – “Trecento mascherine già pronte per essere consegnate e la cui distribuzione sta iniziando in queste ore, ma non ci fermeremo qui”. La presidente dell’Odv Leghiamoci Antonella Argiolas annuncia le prime consegne delle mascherine commissionate ad Adolfo Lettieri ed alle sue sarte, realizzate con oltre duemila euro di contributi raccolti fino ad oggi e grazie, soprattutto, al cuore dei maremmani.

“Abbiamo deciso – afferma Argiolas – di consegnare le prime 150 mascherine agli autisti di Tiemme che, anche in questi giorni, stanno garantendo il servizio e che, attraverso il sindacalista Giuseppe Dominici, avevano fatto sapere di esserne rimasti a corto. Contiamo che questo possa sopperire ad uno stato di necessità di persone che sono esposte quotidianamente al virus”.

Cinquanta saranno consegnate alla Polizia Penitenziaria del Carcere di Grosseto. “Riteniamo importante questa iniziativa – sostiene la Argiolas- anche perché gli agenti della Polizia Penitenziaria si trovano a lavorare in un ambiente chiuso. Per questo hanno necessità di protezioni adeguate”.

Altre cento verranno distribuite invece nella mattinata di martedì ai gestori dei banchi del mercato coperto. “I nostri membri del comitato direttivo Lucia Morucci e Concetta Relli – aggiunge Argiolas- consegneranno le mascherine che serviranno sia per la protezione personale degli esercenti, sia per fornirle a quelle persone che, ad oggi, si recano a fare la spesa essendone sprovviste. Abbiamo scelto il mercato coperto perché si tratta di commercianti che si rivolgono soprattutto a produttori locali e così lanciamo anche un messaggio di sostegno alle nostre imprese del settore agroalimentare invitando i cittadini a consumare alimenti del territorio”.

Nei prossimi giorni verranno consegnate a Leghiamoci altre mascherine. “Stiamo già preparando una nuova lista di consegne – conclude Argiolas -. Daremo la priorità alle segnalazioni che ci sono arrivate di persone o categorie che, in questo momento, sono a rischio e che hanno difficoltà a reperire i dispositivi di protezione individuali. Nel frattempo la nostra raccolta fondi prosegue”.

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