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Un lettore: «Coronavirus, i decreti si sono dimenticati dei bambini. Meno diritti di un cane»

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GROSSETO – I cani possono uscire, gli adulti hanno diritto ad una corsetta o a una passeggiata, ma i decreti anti-Coronavirus si sono dimenticati dei bambini. Questo, in sostanza, il pensiero di un nostro lettore, Alberto Milli che racconta: «Ieri, dopo 20  giorni, ho portato mia figlia fuori a fare una passeggiata vicino casa, con tanto di autodichiarazione compilata in tasca. Aveva necessità di uscire, anche se non dovevamo comprare cibo inscatolato chissà dove o medicine delle multinazionali».

«Una volta rientrati, mi ha detto che si sentiva stanca. Dopo una tranquilla  passeggiata di venti minuti scarsi… I numerosi cani e padroni di cani, visti fuori, avevano il fiato meno corto del nostro. Sono usciti ogni giorno. Più volte al giorno. Noi no. Loro hanno il diritto di uscire, ed è comprensibile, povere anime. Ma noi no. E anche noi siamo povere anime».

«Un bambino conta meno di un cane, con tutto l’infinito amore che ho per questi generosi e puri fratelli a quattro zampe. Quando parlavo, decenni fa, del Kali Yuga non mi credeva nessuno. Eccolo, alla fine e all’improvviso, il mondo al contrario» conclude.

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