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#quarantena – La dignità della politica come Dispositivo di protezione individuale

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GROSSETO – Ci vorrebbe un po’ d’umanità vera, ogni tanto. Invece della rivoltante esibizione di cinismo d’accatto, travestito da empatia per infermieri e dottori in trincea.

È di questi giorni la notizia. Giorgio Armani Group, Gucci e Prada stanno riconvertendo i cicli produttivi dei propri stabilimenti per realizzare mascherine, visiere, tute e copri scarpe monouso. Con loro altre centinaia di piccole e medie aziende italiane si stanno accreditando. I cosiddetti “dispositivi protettivi individuali” (Dpi), infatti, erano prodotti a basso valore aggiunto, che quasi non venivano più prodotti in Italia perché poco redditizi. Così vogliono le leggi auree del capitalismo, che tanto ci piacciono. Ed è chiaro che con la pandemia a fronte, per dire, del fabbisogno di 90 milioni di mascherine monouso al mese su base nazionale, il sistema è andato in merda. Con la concentrazione tradiva degli stock di materiali disponibili nelle regioni più colpite, a partire dalla Lombardia. E il sacrifico delle altre. E tutti quanti impegnati a cercare di accaparrarsi un po’ di dispositivi di protezione. In concorrenza con gli altri Stati, che da qualche giorno stanno vivendo il dramma che noi abbiamo sperimentato per primi.

Stesso discorso per i ventilatori polmonari. L’ha chiarito il commissario delegato a logistica e acquisti della Protezione civile, Arcuri. In Italia ci sono due sole aziende produttrici che fino a oggi riuscivano a realizzarne solo 25 al giorno. Ora sono in grado di farne 50, ma le richieste dagli ospedali sono per 100. Col mercato internazionale in tilt. Nel frattempo i posti in rianimazione negli ospedali italiani sono passati in un mese da 5.300 a quasi 10.000. Sicuramente si poteva fare prima e meglio. Ma nessuno ha deliberatamente fatto ostruzionismo.

Che questa sia la situazione è ormai risaputo, almeno negli ambienti della politica e delle pubbliche amministrazioni. Che medici, infermieri e Oss s’incazzino è sacrosanto. Che uno come Matteo Salvini, appena giovedì scorso in Senato faccia il furbo e aizzi la polemica, è una cosa stomachevole. Indegna e vergognosa. Non è una questione politica, ma di dignità. E la dignità è una di quelle cose che se non hai, non te la puoi dare…Così come il rispetto: se non lo susciti non lo puoi pretendere.

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