Caso Poste, Berardi: «E’ una vergogna. Presenterò un’interrogazione al ministro»

GROSSETO – “Quella che doveva essere una soluzione per limitare i contatti e gli assembramenti, si è invece rivelata una decisione pericolosissima per l’incolumità degli italiani. Oggi è iniziata l’erogazione anticipata delle pensioni e, nonostante lo scaglionamento per cognome, quello che abbiamo visto in moltissime città ha dell’incredibile”. A scriverlo, in una nota, il senatore maremmano di Forza Italia Roberto Berardi.

“Assembramenti di decine e decine di persone e file interminabili composte, oltretutto, dalla fascia di popolazione più a rischio in questa emergenza, gli over 65 – prosegue -. Aver chiuso il 60% degli uffici postali territoriali e aver ridotto orari e personale ha causato un effetto completamente contrario alle indicazioni del governo. Altro che distanza di un metro e anziani in casa”.

“Una situazione aberrante, ai limiti della denuncia – va avanti il senatore -: da un lato i corrieri e i postini che sfidano la sorte e il virus per consegnare agli italiani i beni di prima necessità che acquistano online per non uscire, e dall’altro i dirigenti, chiusi nei loro uffici che costringono la popolazione a scegliere tra i propri soldi e la propria salute”.

“Presenterò un’interrogazione urgente al ministro dello Sviluppo Economico – conclude Berardi – per sapere come sia possibile che un’azienda come Poste Italiane non si occupi in maniera più ragionata di un’emergenza di questo tipo ma, anzi, addirittura contribuisca indisturbata ad aumentare il rischio di diffusione del contagio”.

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