12 contagi tra operatori e ospiti alla Rsa Pizzetti: anche la Asl conferma quanto anticipato da IlGiunco

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GROSSETO – 12 tamponi positivi alla Rsa Pizzetti. Come vi avevamo anticipato il 23 marzo scorso sono questi i numeri all’interno della Rsa Pizzetti. Oggi, a distanza di tre giorni e dopo una intervista, il 24 marzo, anche al direttore del Coeso Fabrizio Boldrini, la conferma ufficiale anche da parte della Asl.

«Il contagio da Covid-19 non risparmia nessuno, tanto meno i pazienti cosidetti “fragili” come anziani e disabili che vivono all’interno delle Strutture residenziali dedicate. Purtroppo anche in queste realtà si sono verificati negli ultimi giorni casi positivi tra gli ospiti e gli operatori».

«Alla Rsa Pizzetti di Grosseto ad oggi risultano positivi dieci ospiti – scrive lo staff comunicazione della Asl Toscana sud est -, di cui uno attualmente ricoverato al Misericordia, e due operatori. I pazienti hanno tutti sintomi lievi a sono stati trasferiti in una zona “Covid” organizzata appositamente per tenerli lontani dagli altri ospiti. I tamponi eseguiti sono 75 in totale».

 

Poi la Asl fa il punto sulle altre province: Rsa Santa Petronilla di Siena: anche in questa struttura risultano 13 ospiti positivi e 5 operatori.

Rsa di Bucine: gli ospiti positivi sono 22 e 8 gli operatori positivi. Erano stati effettuati 82 tamponi. Il giorno 24 le condizioni di salute di uno degli ospiti positivi novantaduenne sono seriamente peggiorate fino a determinarne il decesso.

Rsa di Badia Tebalda: del tutto contenuta la situazione in questa struttura dove si registra un solo caso positivo tra i 25 tamponi eseguiti ad ospiti e personale. L’Asl Toscana sud est per far fronte all’emergenza ha costituito un’Unità di crisi per la gestione del Covid nelle RSA. L’Unità di crisi è guidata dal Direttore dei Servizi Sociali a cui si affiancano i diversi direttori di Zona Distretto.

«In generale, la situazione nelle tre province è sotto controllo, le strutture sono state sanificate e si sono separati gli ospiti positivi dagli altri per evitare qualunque tipo di contaminazione nei percorsi. I familiari non entrano ormai nelle strutture dai primi di marzo e, ad oggi, vengono informati quotidianamente per telefono, dal personale o quando le situazioni lo consentano, via Skype o video-chat».

 

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