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Covid19, Pci: «Alle poste file interminabili. Organizzare e chiudere per i servizi non essenziali»

FOLLONICA – “Per una raccomandata l’avviso viene lasciato in cassetta perché il postino non te la consegna. Motivo: la tutela della salute tua e del porta lettere. L’avviso è urgente: atto giudiziario, comunicazione dell’agenzia delle entrate, ti scrive un legale per una causa o altri mille motivi urgenti, ma se vuoi sapere di che cosa si tratta, il postino non te la consegna e, onde evitare la compiuta giacenza con le conseguenze derivanti, devi andare a ritirare la comunicazione alla posta”. A scriverlo, in una nota, la segreteria Pci Colline Metallifere.

“Così avviene anche a Follonica, dove questa situazione comporta il recarsi all’unico punto aperto, quello della alla posta centrale, dove ti ritrovi in una fila interminabile con altri cittadini in attesa, molti per ritirare, i più in attesa per le raccomandate visto che il servizio si limita, secondo le disposizioni, a lasciare i soli avvisi di ritiro urgente presso gli sportelli – vanno avanti -. Oltre alle file, con tempi lunghi, non si evitano quegli assembramenti di persone controindicati nelle numerose ordinanze che potrebbero essere veicolo al diffondersi del contagio. Personale della posta presente pari a tre unità, che come possono tentano di gestire la situazione alla meglio riuscendo a servire cinque persone in 90 minuti”.

“La riflessione che facciamo, come segreteria del Pci delle Colline Metallifere, è legata proprio alle disposizioni dettate dai decreti per l’emergenza coronavirus che si sono susseguiti inasprendo sempre più la possibilità di contatti. E allora ci chiediamo – vanno avanti dal Pci -, per la quale motivo il postino invece di consegnare le raccomandate direttamente al cittadino, con le opportune precauzioni, lascia l’avviso di recarsi alla posta? Da una parte si dice di stare a casa, non uscite, e dall’altra si costringono molte persone ad andare alla posta, favorendo il contatto e le occasioni per nuovi contagi tra i cittadini stessi e per i lavoratori. Forse sarebbe più opportuno e idoneo, mantenere la consegna della raccomandate o di altre urgenze, dalle mani del postino, munito degli appositi dispositivi per la sua sicurezza e la sicurezza dei cittadini. O forse meglio sarebbe prorogare i termini di compiuta giacenza facendoli decorrere dalla fine dell’emergenza limitando il servizio postale al solo ritiro delle pensioni, come ci risulta essere stato fatto. Tutto il resto potrebbe benissimo aspettare tempi migliori e senza dubbio più sicuri”.

“La situazione è generalizzata – continuano – e non riguarda solo i centri abitati più popolati della provincia ma anche le piccole realtà dove gli uffici periferici sono stati chiusi senza coinvolgere le istituzioni, causando apprensione soprattutto nelle persone anziane ed esponendo i cittadini a gabelle ulteriori perché obbligati da tempi stretti al ritiro di comunicazioni che, se non effettuato, provocano altre conseguenze.”

“Chiediamo al commissario del Comune della Città di Follonica di verificare e migliorare il servizio con Poste per evitare inutili file e per evitare possibili contagi, mettendo al primo posto la tutela della salute ed impendendo quei movimenti dei cittadini che ora non fanno bene alla comunità – proseguono dal Pci -. Stessa cosa chiediamo al prefetto di Grosseto ed alle istituzioni locali per intervenire nei piccoli centri del comprensorio, prospettando, soprattutto per le situazioni derogabili, l’allungamento dei tempi di consegna/ritiro, posticipandoli alla fine dell’emergenza”.

“Come Pci – concludono -, esprimiamo tutta la nostra solidarietà a tutte le lavoratrici e ai lavoratori pubblici e privati che stanno tenendo aperti uffici e servizi di pubblica utilità ma riteniamo che la pubblica utilità non debba ritenersi quella di fare tutto, sempre e in qualsiasi condizione, il Covid-19 qualcosa non ha insegnato?”.

 

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