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Agricoltura e pesca: la Regione propone al governo alcune modifiche al decreto ‘Cura Italia’

FIRENZE – Proposta di rimodulazione di alcune delle misure contenute nel decreto ‘Cura Italia’, con specifico riferimento ai settori dell’agricoltura e della pesca.

Come spiega l’assessore ad agricoltura e foreste Marco Remaschi “si va dall’estensione della Cig in deroga ai lavoratori forestali, all’incremento delle risorse del fondo centrale di garanzia per le pmi del settore, dalla proroga della scadenza del rimborso di mutui e finanziamenti, all’estensione della sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Tutta una serie di emendamenti che abbiamo concertato direttamente i settori coinvolti e che auspichiamo vengano accolte per far fronte ad una situazione assolutamente eccezionale e drammatica che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale”.

Vediamo più nel dettaglio le proposte.

All’articolo 22 (Nuove disposizioni per la Cassa integrazione in deroga) viene stabilito genericamente che la Cig in deroga viene applicata ai datori di lavoro del settore privato, senza ulteriori delucidazioni: viene proposto l’inserimento di un comma che preveda l’estensione del beneficio anche ai lavoratori forestali e agricoli in forza agli enti pubblici.

L’articolo 30 (Indennità lavoratori del settore agricolo) prevede che agli operai agricoli a tempo determinato con almeno 50 giornate di lavoro nel 2019 sia riconosciuta un’indennità una tantum di 600 euro, non tassata a fini IRPEF e addizionali: in tal caso, pur mantenendo il parametro minimo delle 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo, si propone di modulare l’indennità alle giornate effettivamente lavorate nel 2019.

Rimodulazione delle risorse previste dall’articolo 49 (Fondo centrale di garanzia pmi), dove si dispone che per le garanzie previste in favore delle imprese agricole e della pesca sia assegnata all’Ismea una somma superiore agli 80 milioni di euro per il 2020, ritenuta insufficiente.

L’articolo 56 (Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di covid-19) dispone che per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 sia sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso dilazionato. Proposta una proroga della scadenza al 31 dicembre 2020.

Riguardo all’articolo 61 (Sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria) viene proposta l’estensione della misura anche alle aziende di produzione e commercializzazione di fiori e piante da fiore (aziende floricole, garden, fiorai).

La previsione dell’articolo 62 (Sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi) deve essere estesa senza differenziazioni di sorta anche alle aziende con ricavi maggiori di due milioni di euro ovunque localizzate. Ed inoltre, relativamente ai versamenti contributivi e previdenziali, ritenute Irpef, versamenti iva, che la sospensione sia estesa almeno fino al 30 settembre 2020.

Per quanto riguarda l’articolo 72 (Misure per l’internazionalizzazione del sistema Paese), in cui si prevede la realizzazione di una campagna straordinaria di comunicazione per sostenere le esportazioni italiane e l’internazionalizzazione del sistema economico nazionale nel settore agroalimentare e negli altri settori colpiti dall’emergenza, anche avvalendosi di Ice-Agenzia italiana per l’internazionalizzazione delle imprese e per l’attrazione degli investimenti, andrebbe precisato meglio il ruolo delle regioni, che andrebbero coinvolte in tali iniziative.

Misure contenute all’articolo 78 (Misure in favore del settore agricolo e della pesca), ovvero l’ aumento dal 50 al 70% della percentuale degli anticipi spettanti alle imprese che hanno diritto di accedere ai contributi Pac e l’istituzione di un fondo presso il Mipaf da 100 milioni di euro per l’anno 2020 per far fronte ai danni diretti e indiretti da destinare per la copertura totale degli interessi passivi su finanziamenti bancari destinati al capitale circolante e alla ristrutturazione dei debiti, per la copertura dei costi sostenuti per interessi maturati negli ultimi due anni su mutui contratti dalle medesime imprese, nonché per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca.

Si chiede in sede di conversione del dl di uscire dal regime “de minimis” e ottenere il riconoscimento del covid 19 come calamità naturale o evento eccezionale ai sensi dell’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e pertanto poterne attivare le relative misure di urgenza e proroga. E inoltre di incrementare il fondo fino a 130 milioni per il 2020, di cui 30 riservati alla pesca, e per i danni diretti subiti dal settore florovivaistico (ma in particolare floricolo), un intervento straordinario istituendo un fondo ad-hoc di altri 150 milioni di euro per i mancati reddito dovuti all’impossibilità di vendita dei prodotti.

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