Lipu vs taglio dei pini: «Distruzione nidi, sindaco all’aperto contro decreto e operai esposti al rischio covid»

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GROSSETO – “Al prefetto di Grosseto, al questore di Grosseto, Comando Provinciale Carabinieri Grosseto e Comando Provinciale Carabinieri Forestali Grosseto, Comando Polizia Municipale Grosseto, al Ministero dell’Interno, al Ministero della Salute, Segretariato generale, Direzione generale della prevenzione sanitaria, Presidenza Consiglio dei Ministri, si richiede il vostro intervento urgente per fermare i lavori in corso di abbattimento di pini sull’intero viale Mascagni in Grosseto”. A scriverlo, in una nota, Lipu, Lega internazionale protezione uccelli.

“Questi i motivi – continua Lipu -:

distruzione di nidi collegato all’abbattimento di tutti i pini presenti in Viale Mascagni a Grosseto (la presenza dei quali risulta essere stata verificata in precedenza da vari interventi, come si evince dagli articoli pubblicati sulla stampa locale);

grave disturbo arrecato ai cittadini che abitano in via Mascagni e nelle vicinanze, costretti in casa dal DPCM contro il Coronavirus e costretti tutto il giorno al rumore fastidiosissimo delle motoseghe e ad assistere, impotenti e impossibilitati a uscire di casa, all’abbattimento degli alberi che molti di loro amano, con rischi per la loro salute mentale (ansia, depressione);

attività non necessaria e totalmente procrastinabile che espone gli stessi operatori a intollerabili rischi di esposizione al cononavirurus e di diffusione dell’epidemia (art. 438 c.p.);

presenza del sindaco all’aperto, in situazione non di necessità, che evidenzia un comportamento in violazione del dpcm 11 marzo 2020, di sindaco di Grosseto e operai di ditta forestale su viale Mascagni, pubblicizzata con ogni mezzo di stampa e video sui social. Un comportamento da ritenersi pericoloso per la salute pubblica, in pieno volontario spregio alle normative vigenti che costringono ogni cittadino a rimanere all’interno della propria abitazione (compreso quindi il sindaco, primo cittadino) e di pessimo esempio per i cittadini grossetani e italiani tutti”.

 

“Si evidenzia che i cittadini – proseguono -, costituiti in Comitato, hanno presentato ricorso al Tar Toscana contro l’abbattimento di tutti i pini del viale ed era stata fissata, come ben noto al Sindaco, udienza per la sospensiva della Ordinanza per il prossimo 25 marzo 2020”.

“Come delegato Lipu della provincia di Grosseto – interviene Maria Patrizia Latini – evidenzio che:

La fauna selvatica in Italia è normata dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157 recante le “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”. Tale legge recepisce sia la Direttiva europea “Uccelli” 2009/147/CE che la Convenzione di Berna del 19 settembre 1979, resa esecutiva con legge 5 agosto 1981, n. 503.

La 157/92 all’art 1 recita che “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”, mentre l’art. 3 specifica che “È vietata in tutto il territorio nazionale ogni forma di uccellagione e di cattura di uccelli e di mammiferi selvatici, nonché il prelievo di uova, nidi e piccoli nati”.

“L’art. 21 sui divieti sancisce che è vietato a chiunque:

l’esercizio venatorio nei giardini, nei parchi pubblici e privati, nei parchi storici e archeologici e nei terreni adibiti ad attività sportive;

l’esercizio venatorio nelle aie e nelle corti o altre pertinenze di fabbricati rurali; nelle zone comprese nel raggio di cento metri da immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro e a distanza inferiore a cinquanta metri da vie di comunicazione ferroviaria e da strade carrozzabili, eccettuate le strade poderali ed interpoderali;

prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi e uccelli appartenenti alla fauna selvatica, salvo che nei casi previsti all’articolo 4, comma 1, o nelle zone di ripopolamento e cattura, nei centri di riproduzione di fauna selvatica e nelle oasi di protezione per sottrarli a sicura distruzione o morte, purché, in tale ultimo caso, se ne dia pronto avviso nelle ventiquattro ore successive alla competente amministrazione provinciale, distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova, nonché disturbare deliberatamente le specie protette di uccelli, fatte salve le attività previste dalla presente legge”.

Nell’ambito della normativa regionale compaiono misure ulteriori, e qui portiamo l’esempio della legge regionale Toscana 19 marzo 2015, n. 30 recante le “Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale. Modifiche alla l.r. 24/1994, alla l.r. 65/1997, alla l.r. 24/2000 ed alla l.r. 10/2010” dove compare l’art. 79 “Forme di tutela della fauna”:

“Sono considerate rigorosamente protette ai sensi del presente capo, le specie animali ricomprese negli allegati B e D del d.p.r. 357/1997 e nell’allegato II della Convenzione di Berna – prosegue -. Per le specie di cui al comma 1, sono vietati: la cattura e l’uccisione; il deterioramento e la distruzione dei siti di riproduzione o di riposo; la molestia, specie nel periodo della riproduzione e dell’ibernazione o del letargo; la raccolta e la distruzione delle uova e dei nidi; la detenzione e commercio di esemplari, vivi o morti, anche imbalsamati, nonché di loro parti o prodotti identificabili”.

“Quindi, in questo caso le misure di tutela si estendono, oltre che al nido in quanto tale (punto d) anche agli habitat che -anche potenzialmente- possono ospitare le nidificazioni (punto b). I pini dei viali di Grosseto da sempre sono habitat per molte specie di avifauna anche protetta, come ben noto – va avanti Latini -.  In merito alla tutela dei nidi, la Lipu ha acquisito il parere Ispra con Prot. 28907 del 3 maggio 2019, da cui si riporta il passaggio principale: “L’abbattimento e la potatura di alberi o siepi, ed ancor più gli sfalci lungo i corsi d’acqua effettuati durante la stagione primaverile con trinciatura a raso della vegetazione di fiumi, torrenti e canali, comportano inevitabilmente la distruzione dei nidi e/o l’uccisione di soggetti giovani non ancora volanti, adulti in cova, oltre ad altre forme di danno a carico delle restanti componenti della biodiversità animale e vegetale. I nidi degli uccelli sono collocati all’interno della vegetazione in maniera tale da risultare di regola del tutto invisibili e spesso non rilevabili anche da parte dei tecnici più esperti nel settore ornitologico”.

“Si evidenzia che un gran numero di specie protette – conclude – sono presenti da marzo in tutte le città italiane compresa Grosseto: Capinera, Verzellino, Verdone, Cinciallegra, Cinciarella, e molte altre i cui nidi sono difficilmente individuabili, come sopra evidenziato, anche da ornitologi esperti. Confidando in un immediato e doveroso intervento a tutela della salute pubblica si resta a disposizione per fornire eventuali ulteriori chiarimenti”.

 

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