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Giulianotti: «Il taglio dei pini uno scempio. Il sindaco andrebbe denunciato»

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Giulianotti: «Il taglio dei pini uno scempio. Il sindaco andrebbe denunciato»
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GROSSETO «Congratulazioni signor Vivarelli Colonna, ha veramente dimostrato di avere gli attributi: il sacrificio dei Pini di via Mascagni era una priorità della sua giunta e lei ha avuto il carattere e la fermezza per imporsi nonostante tutto e contro tutti» Pier Cristoforo Giulianotti ex medico dell’ospedale Misericordia di Grosseto, e ora professore di chirurgia all’Università dell’Illinois di Chicago, torna a parlare dei pini di viale Mascagni.

«Nonostante i ricorsi di associazioni, le obiezioni di comuni cittadini, le proteste e gli accorati appelli di persone che amano Grosseto e la Maremma (come il sottoscritto), nonostante una situazione drammatica legata alla pandemia del virus Covid19 lei ha pensato bene di dare un’accelerata al suo progetto ”verde”».

«Ha certo pensato che la gente confinata in casa per le norme contro l’epidemia non avrebbe turbato troppo i suoi lavori – prosegue Giulianotti -. Certo mi chiedo come abbia potuto infischiarsene delle norme di profilassi che impongono ai comuni cittadini di restare confinati a domicilio e lei abbia mandato sulla strada, per un lavoro procrastinabile, un gruppo di operai per il taglio degli alberi» prosegue il medico.

«Andrebbe denunciato anche per questo. Non solo per lo scempio di un patrimonio storico, pubblico, e per l’arrogante disprezzo della natura che ci circonda. Il taglio degli alberi era la sua priorità. Il dramma in cui si consuma l’Italia per effetto della epidemia virale non era in testa ai suoi pensieri. Terapie intensive insufficienti, ospedali affollati, medici e infermieri stremati e sottorappresentati, farmaci e presidi introvabili, mascherine vendute al mercato nero , anziani a rischio e in difficoltà, attività commerciali ridotte o sospese, aziende al collasso, cassaintegrazione per molti… Ma lei aveva in testa una sola ossessione: il taglio degli alberi. Sarà soddisfatto».

«Quale sarà il suo prossimo obiettivo? rimuovere ogni Pino dalla città? Eliminare ogni viale alberato? La prossima campagna sarà contro i viali di Marina o i cipressi della vicina Bolgheri? Anche lì mi dicono che l’asfalto è sconnesso e le motociclette non possono correre. Povero Carducci! Come soffrirebbe nel constatare la pochezza culturale e morale di molti nostri “governanti”. Pochezza che diventa anche autolesionismo».

«Sì, perché credo che lei abbia fatto male anche a se stesso, a quella Madre Natura cui tutti apparteniamo: l’umanità si trova vicina ad un baratro senza ritorno – continua la nota -. Non abbiamo un pianeta di riserva. Questo lo stiamo uccidendo con la nostra stupida arroganza e cecità. Non solo l’uomo ha il diritto di vivere, ma anche tutte le creature: gli orsi, i delfini, i leoni, le gazzelle, e le piante: gli alberi, i pini, i cipressi».

«Credo che questa pandemia virale sia l’inizio di molte altre che verranno. E’ l’estremo tentativo di madre Natura di riportare l’equilibrio, di rigetto degli umani, strabordanti. L’equilibrio è il “sacro“ compito della natura. Ed empio peccato è andare contro il sacro».

«Lei forse saprà e avrà studiato che il pino era un albero consacrato alla Dea Rea, madre di Zeus, simbolo di eternità. Duplice era il motivo: la longevità di questo albero (fino a 500 anni) e le sue proprietà  terapeutiche. La resina del pino infatti difende la pianta dai batteri, funghi e altri microrganismi. Le pinete erano scelte come luogo salubre di cura, soprattutto per le malattie respiratorie. E sembra un paradosso che in un momento in cui l’umanità è minacciata da un virus che attacca le vie respiratorie Lei va a tagliare I pini che portavano salute alla città. E’ triste e tragico».

«Il future è oscuro. Spero solo nei giovani, nelle nuove generazioni per citare il Dalai Lama. Spero che abbiano la forza di sbarazzarsi dei falsi leaders, degli omuncoli e mezzuomini. Spero che abbiano la capacità di fare scelte coraggiose. Spero che abbiano la saggezza e l’umiltà di rispettare il creato. Spero che sappiano accettare sacrifici e restrizioni. Spero che capiscano che dobbiamo porci dei limiti, che comprendano che eliminare una piega dell’asfalto non vale la vita di un Pino» conclude Giulianotti.

Barbara Farnetani
17 Marzo 2020 alle 18:50
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