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Coronavirus, Di Giacinto: «Ho fatto richiesta formale al Ministero per rinviare il ballottaggio»

FOLLONICA – “Abbiamo inoltrato una richiesta formale al Ministero degli Interni e, per conoscenza, al prefetto di Grosseto per rinviare le elezioni di Follonica a causa dell’emergenza Coronavirus”. Così il candidato sindaco di centrodestra Massimo Di Giacinto.

“In una fase in cui, di giorno in giorno, la situazione evolve, con misure che si sono fatte sempre più stringenti, ho presentato formale richiesta di rinvio del voto, dopo che i rappresentanti della mia coalizione avevano fatto verbalizzare questo auspicio in occasione del sorteggio della posizione delle liste sulla scheda elettorale. Nello scrivere – afferma Di Giacinto – prendo anche atto che la macchina amministrativa per il voto è già avviata e che, ad oggi, non è possibile escludere che le elezioni si possano tenere”.

di giacinto ballottaggio

“Per questo – prosegue il candidato – chiedo alle autorità il massimo impegno nel dare al caso Follonica l’attenzione che merita facendo prevalere il buon senso. Ad oggi la popolazione sta manifestando forte contrarietà all’appuntamento elettorale del 15 marzo. Andare in senso opposto al sentire comune troverebbe motivazione solo nella necessità di dare alla comunità un governo cittadino pronto ad affrontare, già a partire dal giorno 16, l’emergenza del Coronavirus. Per questo motivo, in caso di voto, sarà indispensabile garantire il rispetto stretto delle disposizioni normative, in riferimento alle regole igienico-sanitarie e le distanze tra le persone, dotando il personale che vi sarà impegnato, presidente, scrutatori, segretari e rappresentanti di lista, dei dispositivi di sicurezza, visto che dovranno stare a contatto per molte ore con la gente”.

“La speranza – continua Di  Giacinto – è sempre quella che possa prevalere il buonsenso rinviando il voto, così come è già avvenuto con il referendum costituzionale e come potrebbe accadere con le prossime regionali. La serenità dei cittadini, ma anche dei candidati, deve essere alla base di un confronto elettorale che punti all’ottenimento di un consenso reale e non alterato da un contesto non idoneo”.

“La competizione – conclude – deve poggiare le sue basi sulle idee per la città e non sulla paura o meno di recarsi a votare”.

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