Lega: «Il sindaco deve dimettersi, non ha più la maggioranza»

MASSA MARITTIMA – “Il sindaco deve dimettersi, non ha più la maggioranza dei consiglieri”.

A dirlo sono i consiglieri comunali del gruppo Lega di Massa Marittima, Daniele Brogi e Loredana Bussola.

I compitini scritti a casa, come li chiama il nostro sindaco, sono per noi documenti scritti a quattro mani con sommo studio durante il periodo che precede il consiglio comunale o qualunque altro incontro che ha a che fare con il nostro impegno di consiglieri – proseguono -. Avremmo dovuto, forse, buttar giù, improvvisando, un documento sulle scale della ex pretura?”

“Il sindaco, per replicare a noi accusandoci di comportamento scorretto, travisando la verità e offendendo la morale delle minoranze, ha usato uno spazio non ortodosso, il sito del Comune di massa Marittima, abusando della sua figura di amministratore, in evidente difficoltà, dando fondo a tutti i mezzi a lui ben noti – vanno avanti i consiglieri leghisti -. Una democrazia tanto evocata quanto tradita, poiché il sindaco dimentica che siede in quello scranno non certo per i voti dei suoi sei consiglieri, bensì grazie a quelli degli stessi consiglieri che, non per una poltrona, bensì per correttezza con il loro elettorato, sono stati costretti ad uscire dalla maggioranza perché non sono stati rispettati gli accordi preelettorali”.

“L’elettorato massetano – vanno avanti – si è chiaramente espresso nei suoi confronti. Sentirlo parlare in questo modo fa solo pensare ad un uomo disperato, preoccupato per il futuro stato di salute dei suoi consiglieri, per le prossime convocazioni”.

“In merito alle menzionate latitanze alle sedute – interviene il consigliere Bussola -, due per la sottoscritta ed una per il collega Brogi, sono sempre state giustificate come da regolamento. Inoltre è datata 21 febbraio la mia mail con la quale chiedevo cortesemente al sindaco di spostare la data del Consiglio comunale in oggetto perché impossibilitata per motivi di salute, avendo, da un mese circa, una gamba ingessata. Una richiesta non ascoltata, anzi del tutto dimenticata quando, addirittura, siamo stati accusati di essere mancati anche per non prendere parte alla votazione di uno dei punti all’ordine del giorno in merito ad un tema molto importante come l’antifascismo”.

“La politica è fatta anche di gesti simbolici – concludono i consiglieri -.I gesti simbolici e provocatori utilizzati per esprimere una critica politica nei confronti di figure pubbliche godono della protezione offerta dall’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che assicura il diritto alla libertà di espressione. La politica stessa è un processo simbolico, formata da una varietà di attività simboliche, utili per far passare un messaggio che, altresì, non avrebbe avuto la stessa risonanza nemmeno con un dibattito. Pertanto, sentirsi offesi è davvero fuori luogo ed infantile”.

Commenti