Via Mascagni, Grosseto al centro: «Sui pini ci sono i nidi. Per legge non si possono tagliare»

GROSSETO –  L’associazione Grosseto al centro interviene nuovamente sul dibattito intorno all’abbattimento dei pini in via Mascagni.

“Nei pini di via Mascagni ci sono nidi già occupati da uccelli in cova. Elena Grasso, ornitologa, chiarisce come il periodo riproduttivo degli uccelli (tutelato dalla legge) abbia inizio prima della nidificazione. Siamo dunque in pieno periodo riproduttivo e, come sottolinea Grasso, è fondamentale non disturbare le fasi iniziali della nidificazione perché questa si concluda con esiti positivi”. A parlare, Matteo Della Negra, presidente di Grosseto al centro.

Di seguito il parere di Elena Grasso sulla nidificazione dell’avifauna.

Il processo biologico della riproduzione, per gli uccelli, ha inizio con la scelta del sito idoneo, i rituali di corteggiamento, segue con la nidificazione e successivamente con la deposizione delle uova, la nascita dei pulli (pulcini), il periodo in cui questi vengono accuditi fino all’involo e, in alcuni casi, pure dopo l’involo fino a completa autosufficienza dei giovani.

Le fasi iniziali della nidificazione sono le più delicate perché un qualsiasi elemento di disturbo può causare l’abbandono del nido in costruzione; meno facile è un abbandono quando sono presenti le uova, a meno che il disturbo non sia molto prolungato, quasi impossibile l’abbandono quando presenti i pulli.

Il disturbo può comunque comportare un allontanamento temporaneo dei genitori in fase di cova, il che può essere un problema visto che le uova hanno bisogno di essere covate perché devono mantenere una temperatura idonea, se l’adulto disturbato si allontana per un periodo prolungato dal nido e dalle uova, la nidificazione può essere compromessa.

In presenza di pulli molto piccoli in genere maschio e femmina si alternano nella cova e nel portare il cibo (in alcune specie invece i compiti sono separati per sessi) e quindi uno dei due è sempre al nido e non si allontana.

Quando i pulli sono un po’ più grandi possono allontanarsi entrambi gli adulti, ma se vicino al nido viene a crearsi un elemento di disturbo/pericolo i genitori possono attardarsi nel rientrare al nido con conseguente sofferenza dei giovani al nido.

Per questi motivi, gli studiosi non si avvicinano mai troppo ai nidi, le osservazioni vengono effettuate da postazioni a distanza di sicurezza e con idonea strumentazione professionale (binocolo e cannocchiale).

Il periodo di nidificazione comincia, per molte specie, in primavera, è diverso secondo le specie, non si può individuare una data certa di inizio e/o fine, ma solo un arco temporale poiché dipende da vari fattori, fra cui l’andamento meteo stagionale, inverni miti e temperature primaverili anticipate possono far avviare prima tutto il processo riproduttivo.

Anche in città sono presenti varie specie di avifauna, che possono cominciare a riprodursi più presto rispetto agli individui delle stesse specie che abitano le campagne, poiché nei centri abitati le temperature sono più elevate.

Le specie di avifauna presenti in città sono in ogni caso fauna selvatica ed in quanto tale, patrimonio indisponibile dello Stato, protetta da direttive internazionali (fra cui la Direttiva Uccelli e leggi nazionali legge 157/92), che proteggono anche e soprattutto il periodo riproduttivo tutelando la nidificazione: dalla creazione del nido a tutto il periodo in cui il nido è attivo.

Disturbo alla nidificazione e distruzione dei nidi attivi sono quindi attività che legalmente non sono permesse.

” Ecco un’immediata ed economica soluzione tecnica, seppur avente carattere di temporaneità, che può essere facilmente adottata al fine di garantire la sicurezza stradale di motociclisti e veicoli evitando il taglio degli alberi – continua Della Negra -. In pochi giorni e con una spesa minima può essere tratteggiata opportuna segnaletica orizzontale (strisce continue e zebrature oblique), valutando l’istallazione di delineatori stradali flessibili rifrangenti o di riflettori catarifrangenti per asfalto, in modo da sottrarre al transito dei veicoli la porzione di carreggiata ammalorata dai sollevamenti radicali, prossima all’aiuola spartitraffico centrale. Si valuti inoltre la riduzione del limite di velocità da 50 a 40 Km/h (come in viale della Repubblica e in via Cimabue)”.

“La pubblica incolumità sia al primo posto dell’azione amministrativa – prosegue -. Con questo tipo di intervento, con una spesa minima e in pochi giorni può essere garantita la sicurezza stradale per i motociclisti e gli automobilisti che percorrono via Mascagni senza abbattere i pini”.

 

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