Maestrini e Stella: «Amministrazione spenta: sono tre mesi che il sindaco non convoca il Consiglio»

SCARLINO – “Appena spente le luci natalizie è calato il buio anche sull’attività dell’amministrazione, tanto che da ormai tre mesi non viene convocato il consiglio comunale, anche se per ordini del giorno scarni e poco sostanziosi, come quelli delle sedute svolte finora”. A scriverlo, in una nota, i consiglieri Roberto Maestrini (Pensiamo Scarlino) e Marcello Stella (Scarlino Insieme).

“Le innumerevoli promesse e i proclami per il rilancio e lo sviluppo di Scarlino a livello urbanistico, turistico e altro sono rimaste meri impegni elettorali, mentre al momento non si nota alcun cambiamento – continuano -. Forse sarebbe stato meglio chiamare la lista di centrodestra ‘Scarlino potrebbe o potrà’ invece di ‘Scarlino può’. Inoltre gli annunci nel cassetto non riguardano argomenti di secondo piano, ma l’urbanistica con i faraonici progetti del Puntone e i lavori del porto e la viabilità, annunciati con tanto di assemblea pubblica sul posto e rendering. I tentativi di organizzare il nuovo comitato festeggiamenti per ripartire con le Carriere del 19’ ad oggi rimasti lettera morta, inclusa l’area individuata e destinata al ristorante delle Contrade, sempre avvolta nel mistero”.

“Nessuna Consulta è stata istituita – proseguono i consiglieri di opposizione -, neanche quelle per tematiche fondamentali quali urbanistica, ambiente, mare e turismo, espressioni della collettività e delle minoranze e necessarie per un maggiore confronto e partecipazione.
Sicuramente gli sforzi della giunta saranno concentrati sulla stesura del bilancio, ma sono già passati due mesi dall’inizio dell’anno e poiché i gruppi di minoranza dovrebbero ricevere la comunicazione di deposito degli atti del rendiconto almeno 20 giorni prima del consiglio, non si vede luce neanche su questo”.

“Indecisione e stallo si leggono pure nell’incertezza sulla durata (ancora non definitiva) della nomina dei vertici tecnici dell’amministrazione – vanno avanti Maestrini e Stella -. Infatti i responsabili del servizio sono stati nominati dal sindaco dapprima fino al 31 dicembre 2019 e successivamente confermati per pochi mesi, a dimostrazione di idee incerte sul futuro che indeboliscono la capacità di resa e l’impegno dei massimi funzionari comunali”.

“Sperando che questa nostra preoccupazione non scateni l’ennesima minaccia legale nei nostri confronti ma serva solo da stimolo, vogliamo infine evidenziare quanto letto pochi giorni fa su un quotidiano locale. Il Comune di Massa Marittima ha intelligentemente sfruttato l’occasione offerta dalla normativa del Ministero dei Beni Culturali per reperire un sostanzioso finanziamento privato di 50mila euro a sostegno di un’opera pubblica. Infatti con Art Bonus ai sensi del decreto 83 del 2014 “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo” convertito nella legge 106 del medesimo anno, il privato che investe stanziamenti liberali in denaro per il sostegno della cultura potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito d’imposta – si legge ancora nella nota -. Il capolavoro del sindaco Marcello Giuntini, però, non è stato quello di aver approfittato della normativa, come sicuramente avranno fatto centinaia di sindaci italiani sostenuti da strutture efficienti e preparate, ma quello di aver trovato il mecenate privato non nel Comune di Massa Marittima bensì in quello di Scarlino”.

“A questo punto  – concludono Maestrini e Stella – viene spontaneo chiedere alla nostra amministrazione se non era il caso di sfruttare le aziende della piana industriale del Casone, che insistono sul nostro territorio comunale, per finanziare progetti del nostro comune anziché quelli pur lodevoli di Massa Marittima, visto che nel campo della cultura e del turismo siamo anche noi particolarmente carenti”.

Commenti