Risoluzione dei conflitti e gestione della rabbia: il progetto teatrale “Giù dal ring” arriva nelle scuole maremmane

GROSSETO – “Come gestire il conflitti che inevitabilmente viviamo nelle relazioni in famiglia, a casa, tra amici, nel lavoro, e nell’ambito sportivo? Come gestire le emozioni negative che i conflitti provocano in noi, prima fra tutte la rabbia, che è la radice della violenza? Come appropriarci di quegli strumenti che ci aiutano a comprendere meglio le nostre emozioni ed a capire quelle di chi ci sta di fronte, magari il suo dolore, la sua sofferenza o solitudine? Si comincia a lavorarci fin da piccoli, nelle scuole, utilizzando quello strumento meraviglioso e potentissimo che è il teatro”.

Questa è la risposta che l’associazione Olympia de Gouges- Centro Antiviolenza si è data e che l’ha indotta a proporre ad alcune scuole del territorio, tra i progetti dedicati ai suoi 20 anni di vita, il progetto “Giù dal ring”, con l’idea di poterlo allargare nel prossimo anno scolastico a tutta la provincia.

“Giu’ dal ring” è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l’associazione e due specialiste: Irene Paoletti, della compagnia teatrale Art and Craft, e Marina Capone, psicologa e psicoterapeuta, che già lo stanno attuando nelle classi della Scuola media e primaria dell’Istituto comprensivo Leopoldo II di Lorena e dell’Istituto comprensivo 2 di Follonica.

A partire dalla prossima settimana “Giù dal ring” si avvierà anche nell’Istituto comprensivo Grosseto 1 Alberto Manzi, e sarà preceduto martedì 18 febbraio alle 16.15 alla scuola primaria di via Mascagni da una presentazione ai genitori delle classi interessate.

All’incontro parteciperà, oltre alla presidente dell’associazione Sabrina Gaglianone e ad Irene Paoletti, anche un rappresentante di Banca Tema, che da diversi anni collabora con Olympia de Gouges per la realizzazione di progetti contro la violenza di genere.

Ma come si sviluppa “Giù dal ring”?

Le classi coinvolte assisteranno a brevi scene teatrali raffiguranti situazioni di conflitto ispirate a situazioni scolastiche o relative ai rapporti con gli amici o con la famiglia. Successivamente avranno modo di riflettere, con l’aiuto della psicologa, su ciò che questo produce, specie sul piano emotivo. Infine i ragazzi saranno invitati, utilizzando l’improvvisazione teatrale, a dare la propria personale idea per la risoluzione del conflitto.

“Il teatro è uno strumento che consente una fruibilità diretta e immediata degli stimoli offerti – spiegano dall’associazione -: osservando le scene rappresentate dalle operatrici i ragazzi si troveranno a vivere ed esprimere le proprie emozioni ancor prima di averle osservate ed esaminate, senza l’ostacolo del giudizio e del pregiudizio. Saranno al tempo stesso spettatori ed attori, avranno l’opportunità di osservare le proprie emozioni e imparare a gestirle nelle relazioni con gli altri”.

“Un altro elemento fondamentale dell’esperienza è il gruppo – vanno avanti -: i ragazzi impareranno a conoscere meglio se stessi e i propri compagni scoprendo che ci sono tanti punti di osservazione della stessa situazione e che attraverso l’ascolto delle emozioni degli altri è più facile la comprensione ed il rispetto reciproco”.

“Siamo bombardati continuamente da una comunicazione violenta e irrispettosa della sensibilità altrui, le parole che sentiamo usare molto spesso sono forti nel senso e nei toni e provocano reazioni altrettanto forti – spiega la presidente Sabrina Gaglianone -. Fermarsi un momento e riflettere su questo ha un grande valore, specie all’interno di quel grande moltiplicatore di esperienze che è l’ambito scolastico, in cui la contaminazione con i pari e gli adulti, insegnanti o genitori è alla base del compito educativo. Con questo spirito, come insegnante e presidente di Olympia credo molto in questo progetto e mi impegnerò a trovare le risorse per portarlo avanti anche nei prossimi anni”.

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