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Lega: «La Tirrenica è solo una delle infrastrutture di cui la Maremma ha bisogno»

GROSSETO -“Lo sviluppo della Maremma attraverso le infrastrutture non si fa con gli spot elettorali, ma con investimenti concreti. Ad oggi a parte le belle parole non si sono visti”. Il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi e l’onorevole Mario Lolini attendono “passi concreti prima di commentare l’ennesimo annuncio sul finanziamento del Corridoio Tirrenico a sud di Grosseto”.

“I toni di questi giorni dopo l’annuncio del ministro Paola De Micheli – afferma Lolini – mi ricordano quelli successivi all’impegno del Governo Gentiloni. Peccato che quando arrivai in Parlamento, e mi attivai per accelerare la procedura di un’opera fondamentale per la Maremma e per l’Italia, scoprii che le parole se le era portate via il vento e che i soldi non erano mai stati stanziati”.

“Troppo spesso – prosegue Ulmi – ci limitiamo al solo Corridoio Tirrenico senza capire che la sua importanza lo è tanto di più se inserito in un sistema viario nazionale ed internazionale, che renda Grosseto uno snodo strategico. Mi riferisco alla Due Mari che non può essere solo Grosseto-Siena, ma che deve diventare Grosseto-Fano, garantendo a Grosseto una centralità in un nodo stradale che collega nord-sud ed est-ovest del Paese dando un impulso fondamentale ad un’economia locale che senza infrastrutture non può svilupparsi”.

“Il Corridoio Tirrenico è veicolo di collegamento con un’altra infrastruttura strategica. Accanto all’asse viaria – afferma il segretario della Lega – sono fondamentali i porti. Il Corridoio Tirrenico e la Grosseto-Fano renderebbero strategico per l’entroterra toscano ed umbro quello di Piombino di cui beneficerebbe l’intera zona Nord della provincia, a partire dal polo industriale di Scarlino. Con questi anche i porti maremmani di Porto Santo Stefano e Talamone che entrerebbero in un sistema portuale vasto, con collegamenti rapidi”.

“Il Corridoio Tirrenico stradale che non può prescindere da quello ferroviario. Se vogliamo creare una vera intermodalità gomma-mare-ferro – prosegue il segretario – le infrastrutture sono determinanti. Su quelle ferroviarie noi siamo carenti e lo dimostra il traffico dirottato sull’asse Pisa-Fireze-Roma anziché su quello Livorno-Grosseto. Le aziende sempre più spesso chiedono intermodalità e questa si collega anche agli aeroporti, anch’essi sistemati sull’asse del Corridoio Tirrenico, senza dimenticare uno sviluppo di quello civile di Grosseto su cui come Lega crediamo fortemente”.

“Il dibattito sul Corridoio Tirrenico deve dunque ampliarsi al completamento di una rete infrastrutturale che non può restare deficitaria su altri fronti. La Maremma ha grandi potenzialità – conclude Ulmi – ma solo se ben sfruttate con le infrastrutture. Attendiamo passi concreti e non spot elettorali sul Corridoio Tirrenico, ma il territorio non può prescindere da una riflessione che non spinga Grosseto ad essere solo l’insegna di un’uscita su una strada di grande comunicazione, ma una realtà in cui le aziende si fermano e mettono radici”.

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