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Grosseto

Caso Segre, il centrosinistra: «Il sindaco non sia bugiardo e voti la cittadinanza alla senatrice»

Consiglio Comunale (sala)

GROSSETO – “Il sindaco di Grosseto ha molte caratteristiche. Una di queste è di raccontare ogni tanto menzogne, oltre ad essere privo del senso del ridicolo. Cosa altrimenti pensare nel momento in cui afferma che il centrosinistra «non permetterà di concedere la cittadinanza onoraria a Liliana Segre», quando è proprio il centrosinistra ad aver presentato una proposta per conferire alla senatrice Segre la cittadinanza onoraria, che sarà discussa per l’appunto nel prossimo Consiglio comunale?”. A scriverlo, in una nota, i consiglieri Carlo De Martis (capogruppo Lista Mascagni Sindaco) e Lorenzo Mascagni (capogruppo Pd).

“Evidentemente il primo cittadino deve ancora riprendersi dalla porta che Matteo Salvini e tutto il centrodestra gli hanno recentemente sbattuto in faccia, facendo naufragare i suoi sogni di fuga verso la Regione e costringendo il suo ego in una grottesca crisi di astinenza che lo porta a raccontare simili stupidaggini – proseguono i due consiglieri -. I fatti sono molto semplici e, a differenza del sindaco, non mentono”.

“L’11 dicembre i gruppi consiliari Lista Mascagni Sindaco e Partito Democratico presentano una proposta per concedere a Liliana Segre la cittadinanza onoraria, aderendo a quell’onda di solidarietà, che sta unendo tantissime amministrazioni comunali di ogni schieramento, verso una testimone della Shoah oggi tornata ad essere bersaglio dell’odio e dell’antisemitismo più meschini – vanno avanti De Martis e Mascagni -.
Ebbene, la proposta deve prima passare dalla conferenza dei capigruppo, ma inspiegabilmente tutto si arena. Fino al 21 gennaio, quando si scopre che nel frattempo il centrodestra, il 15 gennaio, ha presentato una ‘controproposta’ per conferire la cittadinanza onoraria contestualmente a Liliana Segre ed a Egea Haffner, vittima dell’esodo istriano, secondo un format da alcuni mesi in voga nel centrodestra.
Due storie, entrambe drammatiche ma completamente diverse, con le quali occorre confrontarsi con il necessario rispetto evitando bieche strumentalizzazioni. Questo è quanto abbiamo espresso, rappresentando l’inopportunità di un accostamento che manifesta una profonda ignoranza della storia, e soprattutto una totale mancanza di rispetto verso coloro che quei drammi li ha realmente vissuti, trasformati in pedine di sgangherate e nostalgiche rivendicazioni politiche”.

“Che poi è quanto espresso dalla stessa Egea Haffner – continuano dall’opposizione – la quale, appreso di analoghe iniziative, ha inteso pubblicamente prenderne le distanze: «Non si può non vedere in tutto ciò una certa strumentalizzazione politica. Da quanto mi risulta, inopinatamente, in questi giorni diverse amministrazioni comunali hanno dato vita a simili iniziative nei miei confronti. Una serie di mozioni a cui è stato abbinato il mio nome a quello della senatrice Segre, per un riconoscimento di cittadinanza onoraria. Se qualcuno l’ha fatto ha sbagliato e quando ne verrò a conoscenza, scriverò un ‘no grazie’. Sono due storie diverse che devono essere ricordate separatamente»”.

“Forse, allora, questo indegno polverone sollevato dal sindaco gli serve solo a togliersi dall’imbarazzo di dover rendere omaggio ad una donna, Liliana Segre, la cui vita è stata drammaticamente segnata da una violenta campagna di antisemitismo di cui fu protagonista proprio quel Giorgio Almirante al quale Vivarelli Colonna, invece, non ha avuto problemi a tributare l’omaggio di una via della nostra città.
Nel prossimo Consiglio comunale sarà portata la proposta di cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre presentata dal centrosinistra – concludono De Martis e Mascagni -. Abbiamo già invitato ufficialmente tutti i gruppi consiliari, di ogni colore politico, a sottoscriverla insieme a noi. Ad oggi abbiamo ricevuto un secco rifiuto, ma confidiamo che i colleghi consiglieri sapranno maturare una decisione con responsabilità e autonomia, magari prendendo le distanze dall’ennesima sparata di un sindaco del quale la città comincia ad essere stanca”.

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