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Area Peep di via de Barberi, Ceccherini: «Scelte sbagliate colpa del Pd»

GROSSETO – “Per capire e comprendere il perché la tanto vituperata area Peep attorno a via De Barberi, si trova da alcuni anni in questa situazione di degrado, bisogna ripercorrere delle tappe ben precise, figlie purtroppo delle scelte fallimentari della sinistra che governava la città negli anni che vanno dal 2012 al 2016” afferma Bruno Ceccherini, capogruppo Fratelli d’Italia in consiglio comunale.

“Se non ricordo male, già nel 2012 denunciammo la problematica, con l’allora nostro consigliere di minoranza Fabrizio Rossi. Il sentore che già si respirava, era forte. La giunta sinistroide di Bonifazi e compagni, sapeva benissimo quello che stava per succedere a quei dieci lotti in costruzione in via De Barberi, da parte dell’ex Consorzio Etruria, ma nulla fece per cercare di risolvere quello che poi sarebbe diventato la catastrofe di oggi”.

“All’epoca – spiega Ceccherini –, se la giunta Bonifazi avesse voluto, qualche possibilità per riprendere quell’area agendo giudizialmente, senza far incancrenire la situazione, ci poteva essere”.

“Passano alcuni anni, e con la solita demagogia che da sempre contraddistingue la sinistra, arriviamo alla vigilia delle amministrative 2016, quando in piena campagna elettorale il Pd sosteneva, grazie ai denari arrivati con il contributo di mamma Regione Toscana, ben 4 milioni di euro, di aver risolto il problema di quell’area Peep, quando questo sappiano tutti che non era vero”.

“Quel finanziamento, la sinistra che governava Grosseto, lo aveva indirizzato a un solo lotto, dei ben dieci che erano in costruzione. Come dire, buttiamo via dei soldi pubblici per poi non poter realizzare nulla. Inoltre, la sinistra ometteva d’informare all’opinione pubblica che tutta quell’area non era di proprietà comunale, ma privata e che inoltre esisteva già un concordato preventivo per il Consorzio Etruria, e uno stato di liquidazione coatta da parte del tribunale, per l’altra cooperativa coinvolta”.

“È notizia di qualche giorno fa – prosegue l’esponente del partito della Meloni -, che è stato dichiarato il fallimento del Consorzio Etruria, e che gli stessi titolari, oggi falliti, si sarebbero dovuti attivare al fine di poter edificare almeno quel lotto interessato dal finanziamento regionale. Quindi al danno si sarebbe aggiunta la beffa di perdere anche quel contributo”.

“Noi di Fratelli d’Italia, c’avevamo visto lungo, e per evitare di perdere quel finanziamento regionale a causa del fallimento del Consorzio Etruria, e al fine comunque di vedere edificate case popolari in tempi ragionevoli, l’amministrazione Vivarelli Colonna e il nostro assessore all’Urbanistica Fabrizio Rossi, videro bene di far dirottare quei denari pubblici al finanziamento dell’area Peep Stiacciole. Sito dove a breve vedremo davvero edificate case popolari, e solo per questo meritano un grande plauso”.

“Ma il problema degli scheletri in muratura, – dice Bruno Ceccherini – e del degrado che si è creato nella zona di via De Barberi, da quella scellerata scelta fatta dalla sinistra che governava la città rimane. Facile adesso, addossare da parte del Pd, le colpe di tutto ciò a questa amministrazione comunale, quando questa invece, con i mezzi che la legge mette a disposizione, cerca di arginare e porre freno alla situazione di degrado in quella zona”.

“L’istallazione di telecamere, e i controlli effettuati dalla Municipale proprio in questi giorni, hanno portato denunciare clandestini e sequestrare droga. La nostra amministrazione cerca di fare il massimo, ma il problema è molto più ampio, e per di più di competenza del governo nazionale, in quanto riguarda compiti relativi alle forze di Polizia”.

“Ritornando al degrado, – conclude -, questo è figlio delle politiche nazionali dei governi a trazione Pd, e di quest’ultimo agonizzante governo giallo-rosso, che hanno riaperto agli sbarchi di clandestini in Italia, con le conseguenze che assistiamo anche sul nostro territorio comunale. Siamo passati, in soli cinque mesi ad aumentare gli sbarchi di clandestini di più di 4.200 unità”.

 

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