La Regione dice no al progetto geotermico Monte Labro. Sani «Abbiamo vinto»

CINIGIANO – «Abbiamo vinto» così il sindaco di Cinigiano, Romina Sani, commenta il no al progetto geotermico Monte Labbro.

«Non avrei mai immaginato che un decreto dirigenziale potesse emozionarmi, ma è accaduto. Questo perché sento il percorso lunghissimo fatto di battaglie, studi, approfondimenti, attese e incontri, avviato nel lontano 2014».

«Una grande vittoria per il Comune di Cinigiano che con il cuore pulsante di Monticello Amiata esulta per il risultato ottenuto con il massimo impegno da parte dell’Amministrazione comunale e della popolazione coinvolta che si è espressa attraverso il comitato cittadinanza attiva Agorà. Il ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito a determinare questo risultato, amministratori, cittadini, avvocati, architetti, dipendenti comunali» prosegue Sani.

«Con il Decreto dirigenziale settore ambiente e energia del 27.01.2020 la Regione Toscana rilascia il diniego all’autorizzazione della modifica del programma dei lavori del permesso ricerca di risorse geotermiche Monte Labbro, richiesto dalla società Renewem srl (ex Geonergy) consistente nella perforazione del pozzo Monte Labbro nel Comune di Cinigiano».

Anche Marta Temperini, consigliera con delega all’Ambiente commenta: «Felice e commossa per questo risultato. In un momento in cui lo scollamento fra politica e cittadino sembra uno iato incolmabile, questo esito dimostra come l’amore per la propria terra e l’unità di intenti fra amministrazione e cittadini possa essere una pratica vincente, anche contro i giganti».

«L’intervento – continua il Comune – non poteva essere autorizzato perché ricade in un’area in cui le Autorità preposte alla tutela di sovraordinati interessi pubblici, Comune di Cinigiano, Soprintendenza, Mibact, Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno espresso un motivato ed insuperabile parere contrario».

«Inoltre, per effetto della deliberazione della Giunta Toscana n. 15 maggio 2017, n. 516, come noto, è in atto un iter di classificazione di aree non idonee all’attività geotermoelettrica su scala regionale ai fini dell’avvio di una modifica del piano ambientale ed energetico di cui alla deliberazione della Giunta Toscana n. 10 dell’11 febbraio 2015».

«L’area in cui ricade il progetto in esame è considerata non idonea ad interventi geotermici, alla luce dell’allegato 3 delle linee guida nazionali di cui DM 10/09/2010, come richiesto dalla citata deliberazione della Giunta Toscana».

Per le motivazioni riassunte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nella deliberazione del 11 luglio 2019 l’area in cui realizzare l’intervento non può essere il Monte Labbro in quanto l’intero progetto “…..per la posizione e la dimensione delle opere proposte, costituisce un forte elemento di intrusione nel contesto in cui si inserisce. (cit.)”. La Presidenza del Consiglio dei Ministri nel parere obbligatorio e vincolante dell’11 luglio 2019, non si è limitata a valutare l’impatto dell’opera in relazione al vincolo paesaggistico ma, con un’analisi più ricca ed intelligente, ha recepito tutte le ragioni di merito contrarie alla realizzazione di una struttura preposta alla ricerca geotermica in un’ area che esprime un modello di sviluppo territoriale, finanziato da venti anni di politiche economiche di favore dei governi locali e regionale, ha consentito la realizzazione di ingenti investimenti privati nel settore dell’agricoltura.“…le opere realizzate si collocherebbero all’apice di un crinale posto a quasi 800 metri di quota, che si apre sulla Maremma Grossetana e si interpone visivamente al complesso vulcanico del Monte Amiata, rappresentando un importante ostacolo visivo, per cui si rende necessaria la tutela degli scenari e del profilo del complesso vulcanico del Monte Amiata e del Monte Labbro, caratterizzati da vasti orizzonti e complesse prospettive e contrassegnati da un elevato valore estetico-percettivo per le stesse visuali che si aprono sui centri storici oltre che sulle architetture sparse dei castelli e dei centri storici” (cit).

«Questo è tanto più vero se si considera che la Regione Toscana – Direzione Ambiente ed Energia, ai sensi della “Convenzione riserve naturali regionali di Monte Labbro, Pescinello, Rocconi e Poggio all’Olmo” finanzia annualmente la gestione ed il mantenimento delle succitate riserve, coerentemente con il programma di sviluppo territoriale. La riserva di Monte Labbro si trova a ridosso di un’area che merita una difesa appassionata dei valori del paesaggio e naturalistici ivi espressa la cui bellezza e peculiarità è conosciuta nel mondo e fanno dei luoghi un contesto unico» afferma la nota del sindaco.

«Il 26 novembre il New York Times rileva l’attenzione amorevole nei nostri confronti della Toscana e della sua incontestabile bellezza. Il contributo di Emily Youngh, artista di fama internazionale, a sostegno delle ragioni di Monticello Amiata si è concretizzato in una struttura realizzata presso la struttura ricettiva Le Pianore lungo il torrente Zancona a cui, secondo il progetto Renewem, si avrebbe dovuto attingere per l’approvvigionamento idrico funzionale alle opere da realizzare. Quando anche l’Arte e la Cultura sposano le vere ragioni di difesa del territorio è opportuno ascoltare e riflettere».

«Il Comune ha difeso le corrette ragioni di tutela ad oltranza dei valori ambientali di cui è espressione il territorio di Monticello Amiata, che non è idoneo ad accogliere interventi quale quello proposto, in ogni sede politica e amministrativa. Questo ci impone il nostro modo di intendere il perseguimento degli interessi pubblici di cui è, da sempre, espressione il nostro territorio. Abbiamo rivendicato l’autonomia delle scelte pianificatorie e di sviluppo del nostro territorio che siamo chiamati a governare. Adesso racconteremo questa storia, la racconteremo bene ripercorrendo il cammino intrapreso con tenacia, determinazione e amore per la nostra terra. Faremo una grande festa!» conclude Romina Sani.

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