“Antifa hier: qui vive un antifascista” lo striscione sulla porta del palazzo comunale foto

GAVORRANO – Un lenzuolo bianco, con la scritta “Antifa hier” qui vive un antifascista. Il sindaco di Gavorrano, Andrea Biondi, ha risposto così all’appello del collega, sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Sala, dopo la scritta “Juden hier” apparsa sulla porta del figlio di una deportata aveva risposto così all’odio antisemita.

antifa hier gavorrano

«Oggi nel Giorno della Memoria appendiamo un cartello bianco alle porte delle nostre case per rispondere ai gesti antisemiti perpetrati negli ultimi giorni, dichiariamoci antifascisti, come fatto dal sindaco di Milano Beppe Sala» afferma Andrea Biondi che scrive ai cittadini del comune di Gavorrano.

“Cari concittadini,

Mi rivolgo a voi per commemorare nella nostra comunità gavorranese il Giorno della Memoria in qualità di primo cittadino. Mi rivolgo principalmente ai giovani gavorranesi.

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto, perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Non sono uno storico, pertanto lascio a chi più preparato il dovere di alimentare e costruire la nostra memoria, consapevole che nel toccare la tragica vicenda dell’Olocausto sia impossibile comprendere, ma doveroso conoscere, sperando che nei nostri giovani non manchi il desiderio di approfondire i fatti storici che hanno caratterizzato maggiormente l’evoluzione (o involuzione) del genere umano, perché la memoria rende liberi, liberi di comprendere, di argomentare.

La mia riflessione nel Giorno della Memoria nell’inizio del nuovo decennio riguarda l’arduo tentativo di leggere l’anima nera presente nel genere umano, capace di violenza ed aggressività, il tarlo sociale che divora il nostro presente.

L’essere umano è certamente capace di aggressività e le parole condizionano i nostri comportamenti, li anticipano, pertanto la mia prima riflessione riguarda il linguaggio comune che domina il vivere quotidiano, dove purtroppo sempre più spesso violenza ed aggressività sembrano prendere il sopravvento, almeno così appare vedendo che nei mesi di Novembre e Dicembre 2019 sono stati 63.224 i post antisemiti sui social, con un incremento esponenziale dallo 0,5% al 24,81% di tutti i messaggi Tweet contaminati di odio verso minoranze etniche, e davanti a tali numeri diventa difficile non pensare che vi sia un piano propagandistico ben programmato da parte di gruppi estremisti e non solo, che cercano di condizionare in negativo il linguaggio comune, riportando parole d’ordine ormai quasi dimenticate, e relegate ai margini.

La comunità italiana deve certamente evitare di perdere i propri anticorpi contro la contaminazione dell’odio. La politica, la cultura e l’arte in tutte le sue forme, non possono che svolgere un ruolo fondamentale al fine di dominare l’aggressività, la bestia che serpeggia dentro l’essere umano, mantenendolo umano.

Il mio appello alla comunità gavorranese nel Giorno della Memoria del nuovo decennio, è rivolto a tutti i miei concittadini, in primis ai più giovani, perché il nostro linguaggio comune non lasci mai spazio alla violenza, al bullismo, allo squadrismo verbale, alla propaganda dell’odio, al negazionismo. Le parole condizionano ed anticipano i fatti”. 

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