#tiromancino – Vendute le colonie di Marina. Sarà svolta vera per il turismo?

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GROSSETO – A questo giro per Marina di Grosseto potrebbe essere davvero la volta buona. Se non altro c’è un acquirente di prestigio per le due colonie Bodoni e Saragat, oramai fatiscenti e in perenne attesa di realizzare un piano di recupero con destinazione alberghiera.

Il patron della società pescarese “Bluserena” che ha rilevato gli edifici, Silvio Maresca, ha una consolidata esperienza nel settore ricettivo per fare bene, e pare avere le idee chiare su cosa realizzare nella pineta del tombolo a nord della frazione balneare. 300 posti letto in una struttura a quattro stelle o quattro stelle superior, con annessi e connessi. “Gendarmi” dell’ambiente permettendo.

Una volta operativo il nuovo albergo, che si aggiungerà all’Hotel Terme leopoldine e agli altri di dimensioni più piccole, Marina di Grosseto diventerà un polo ricettivo significativo in termini di posti letto. E questo potrebbe modificarne definitivamente la vocazione, da semplice località per il turismo delle seconde case a vera e propria destinazione per il “turismo industriale”. Coi turisti presenti quasi tutto l’anno. Strada ovviamente ancora lunga da percorrere, perché richiederà un cambio di mentalità da parte di tutti gli operatori. E di conseguenza investimenti.

In questo senso, le opportunità potrebbero nascere da un’altra procedura fallimentare in corso. La liquidazione coatta della Banca popolare di Vicenza, che ha messo sul mercato il suo 10% delle azioni di Seam per 384.000 Euro. La società che da anni gestisce lo scalo civile del Baccarini, e che proprio qualche settimana fa ha ottenuto da Enac e Aviazione militare il nulla osta a decolli e atterraggi notturni, oltre a un maggior numero di voli civili nel loro complesso.

Strologando su ciò che potrebbe succedere. Con l’arrivo di un nuovo socio che si occupi di incoming turistico in modo professionale, anche il Bacccarini potrebbe finalmente diventare quello che tutti da anni auspicano sia: un terminal per voli charter che portano qui i turisti da diverse città europee. Cosa che non è mai avvenuta – eccezion fatta per un breve periodo agli inizi degli anni 2000 – sostanzialmente perché le nostre strutture ricettive sono mediamente piccole, e chi le gestisce non cede per niente volentieri quote di posti letto riservate ai tour operators.

Ora le cose potrebbero cambiare, sia perché non sono più i tempi del pienone garantito. Sia perché la provincia sta attirando grossi investimenti – oltre che a Marina, a Follonica e Porto Ercole – e questa iniezione di nuove realtà competitive e professionalizzate, insieme ad alcune che già ci sono, potrebbe spingere tuto il comparto a cambiare passo.

Il mercato turistico mondiale – così dicono – continuerà a crescere. E l’Italia pure anche. Ma non in modo omogeneo. Nei prossimi anni rimarranno in piedi le destinazioni turistiche che avranno saputo organizzarsi. Ad oggi è lampante che piccolo, nel turismo, non è bello. In provincia di Grosseto esistono realtà eccellenti, ma mediamente siamo «indietro come i calcagni dei frati». L’auspicio è che i nuovi arrivi nel comparto dell’accoglienza turistica, contribuiscano a una svolta vera.

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