In Movimento per Follonica: «Benini doveva opporsi alla sentenza Tar per il ballottaggio e chiedere il riconteggio»

FOLLONICA – «Sono passati, ormai, i 30 giorni in cui il candidato Benini poteva opporsi alla sentenza del Tar che ha assegnato il ballottaggio per l’elezione a sindaco di Follonica. In caso di ricorso avrebbe potuto aprirsi concretamente un’occasione di approfondimento su quanto è avvenuto a maggio 2019» afferma in Movimento per Follonica.

«Ricorso che Benini ha ritenuto superfluo sentendosi forte del 50% dei voti ottenuti al primo turno. Noi crediamo che per trasparenza e correttezza Benini già a maggio 2019, nell’incertezza di una vittoria risicata, proclamata per di più attraverso un modo di calcolo molto originale e difforme dalla stragrande maggioranza dei comuni italiani, visto il vociferare di anomalie che da subito suscitarono dubbi tra i cittadini, avrebbe dovuto richiedere lui stesso, sindaco tutti, il riconteggio immediato delle schede. Molto probabilmente ciò avrebbe, così, evitato l’arrivo del commissario (che peraltro sta facendo molto bene) e tacitato alla base le proteste del centro-destra sulle irregolarità nello spoglio che hanno investito anche la Magistratura e non solo il tribunale amministrativo».

«Voci e proteste che, in assenza di contradditorio, si sono rilevate fondate e che, invece, Benini avrebbe dovuto contrastare nelle sedi preposte. Ed, a ben vedere, le risorse economiche per l’opposizione non gli sarebbero mancate visto il recente investimento in manifesti anticipatori della campagna elettorale con il quale Benini ha già tappezzato Follonica.
E già iniziata, così, la campagna elettorale più anomala della storia di Follonica in cui la nostra lista, che non ha eletto per pochi voti, si rimette “In movimento” per una Follonica che esca dall’immobilismo generale della città che, da Maggio ad oggi, ha registrato un ulteriore peggioramento per quando riguarda lavoro e sviluppo economico».

«Per questi motivi, per i settecento voti presi dalla nostra lista ma in modo particolare per Follonica, ci corre l’obbligo di rimetterci in movimento e pensare a una Follonica diversa, più sicura, più decorosa con più occupazione e rilancio delle attività produttive. Non vogliamo che Follonica faccia la fine delle nostre pinete» conclude.

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