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Centrale geotermica a Montenero: «La Giunta negherà l’autorizzazione per la realizzazione»

Marras: «Poi la palla tornerà al Ministero»

MONTENERO D’ORCIA – Approvata questa mattina, con voto unanime in Commissione Ambiente, la mozione presentata dal capogruppo Pd Leonardo Marras che impegna la Giunta regionale a negare l’intesa al Governo per la realizzazione della centrale geotermica a Montenero d’Orcia (Castel del Piano).

Sottoscritta anche dai capigruppo di Sì Toscana a Sinistra, Movimento Cinque Stelle, Articolo 1-Mdp e dalla vicecapogruppo del Partito democratico.

“Ringrazio ancora una volta i colleghi che hanno firmato e votato la mozione: con la piena condivisione rafforziamo ancora di più questo atto e aiutiamo la Giunta ad assumere la decisione di negare l’intesa al Governo per la realizzazione della centrale – spiega Marras -. Il voto di oggi è anche la risposta alle istanze del territorio che da sempre ho appoggiato e cercato di far valere in Regione”.

“L’abbiamo detto più volte, mai come in questo caso lavorare uniti per l’obiettivo è la strada più facile per raggiungerlo – continua il consigliere dem -. Adesso la Giunta dovrà deliberare il parere negativo all’autorizzazione, poi la palla tornerà al Ministero. Ovviamente, non abbasseremo la guardia, quello di oggi per quanto positivo e forte è un segnale che speriamo tracci la strada anche per il livello nazionale”.

“È utile ricordare che il progetto Montenero è un cosiddetto ‘progetto pilota’ – prosegue Marras –, quindi di competenza ministeriale e non regionale, ma in questi anni in Regione abbiamo fatto molto per regolamentare il settore dell’energia geotermoelettrica ed è sugli strumenti che ci siamo dati che dobbiamo far leva per rafforzare la nostra posizione di contrarietà”.

“Prime tra tutte le linee guida con cui si è tracciato il quadro generale – conclude Leonardo Marras -, poi le Aree non idonee individuate dai singoli Comuni (per le quali l’iter di approvazione è in fase finale) e, infine, i principi richiamati nella legge regionale: tutela dell’ambiente e del lavoro, più controlli, maggiore capacità tecnologica, requisiti più stringenti per i concessionari, obbligo per quest’ultimi di sviluppare attività collaterali”.

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