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Anpi: «L’amministrazione tuteli il bunker al Bivio Rondelli. E’ un luogo della Memoria»

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FOLLONICA – “La Sezione Anpi di Follonica ha cominciato a definire il suo Piano di attività 2020 e, tra le iniziative che saranno sviluppate, raccogliendo anche le indicazioni del Piano provinciale, vi sarà anche un lavoro di studio e di approfondimento degli eventi della Resistenza che hanno attraversato il nostro territorio” scrivono in una nota.

“Ricercheremo, quindi, e promuoveremo il recupero delle strutture, dei luoghi, aree ecc … che conservano traccia di azioni, punti significativi di ritrovo, di scontri armati che hanno caratterizzato la guerra di Liberazione, documentando, anche in collaborazione con altri enti, specie l’Isgrec, la storia della rinascita del nostro paese con la sconfitta del nazi-fascismo nelle nostre zone, valorizzando ed incrementando la conoscenza dei nostri luoghi della Memoria”.

“La nostra sezione già nel 2019 ha rinnovato questo obiettivo con la ripresa della celebrazione della Liberazione di Follonica, avvenuta il 23/24 giugno 1944, manifestazione che sarà riproposta anche in questo anno studiando i modi con cui valorizzarla, promuovendone una sempre più ampia partecipazione dei cittadini e di tutte le Forze politiche, sociali e culturali della città”

“Questi propositi portano la Sezione Anpi di Follonica a sperare che vengano recepite le osservazioni fatte, nelle scorse settimane, alla variante del piano di lottizzazione dell’ area tra Bivio Rondelli e Centro commerciale Pam, in merito alla ‘necessità di preservare il bunker esistente al Bivio Rondelli’, un corpo appena rialzato e avanzato, situato tra la casa cantoniera Anas e la strada Aurelia, in direzione Grosseto, tutelando un bene ‘necessario ai fini della memoria storica’” .

“Il bunker fu utilizzato durante la seconda guerra mondiale e fu uno dei punti di assalto dei partigiani ai tedeschi che nel 1944 occupavano la città. La colonna dei combattenti di liberazione follonichesi, scarlinesi e gavorranesi, per ben due giorni (23 e 24 giugno) parteciparono alla battaglia per la liberazione di Follonica e, dopo duri scontri, con il benestare dagli alleati attestati nel gavorranese, irruppero verso Follonica”.

“Fu un’azione decisa e voluta dai partigiani per scongiurare il preventivato bombardamento a tappeto della cittadina che gli alleati e soprattutto gli americani avrebbero voluto effettuare” sottolineano dall’Anpi.

“La colonna partigiana, circa 120 combattenti, divisa in vari tronconi, con il tenente Carlo Fabbrini e Don Ugo Salti tra i protagonisti, affrontò l’azione di liberazione – continuano a raccontare -: una prima pattuglia armata cercò di penetrare da Senzuno, un’altra tentò di sfondare dal bivio Rondelli, altre dal cimitero e dal bivio della fattoria Bicocchi, per sconfiggere i tedeschi asserragliati da ultimo nei boschi di Valli”.

“Al Bivio Rondelli i tedeschi si opponevano all’avanzata dei partigiani al riparo del bunker in questione, e con lo sfondamento di questo e delle altre postazioni, la battaglia continuò casa per casa fino a liberare il centro di Follonica, permettendo l’entrata, dalla parte di Senzuno, delle forze armate americane – proseguono -. In quei momenti di assalti, spari e bombardamenti, perse la vita, tra gli altri, il giovane partigiano locale Virio Ranieri, al quale è intestata la sezione Anpi di Follonica”.

“Ecco perché crediamo che – vanno avanti -, nei modi che l’amministrazione follonichese riterrà più idonei, debba essere tutelato anche questo piccolo edificio interrato che, come abbiamo brevemente ricordato, costituisce una traccia densa di sacrifici e di storia della nostra gente che, con la lotta di Liberazione, ha restituito dignità e valore ad un’intera nazione, costruendo le basi fondamentali per la nostra Repubblica Democratica e Antifascista”.

“Questa nota vuole essere anche una sollecitazione a tutte le forze politiche della città per un impegno comune di salvaguardia dei nostri luoghi della Memoria – concludono dall’Anpi follonichese -, testimonianza e radice dei valori democratici e antifascisti che devono alimentare il nostro vivere civile, indipendentemente dalle appartenenze partitiche”.

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