Lupo morto ritrovato vicino alla città: è stato ucciso da un’auto fotogallery

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FOLLONICA – È un esemplare femmina di lupo. È stato ritrovato sul ciglio della Vecchia Aurelia non lontano dai palazzi del quartiere 167 ovest. Secondo una prima ricostruzione l’animale è stato investito da un’auto mentre attraversava la strada. Molto probabilmente stava inseguendo una preda quando sull’Aurelia stava arrivando la macchina che lo ha travolto. Sull’asfalto è stata ritrovata una chiazza di sangue.

Sul posto sono intervenuti gli uomini del servizio veterinario della Regione Toscana e i militari dei Carabinieri forestali. La carcassa dell’animale è stata trasferita all’Istituto zooprofilattico sperimentale.

Nessun pericolo naturalmente per le persone. «Il lupo non attacca l’uomo – ci hanno spiegato gli esperti che abbiamo consultato per accertarci che l’animale ritrovato fosse un lupo – anzi di solito scappa perché ha paura. È possibile che per necessità qualche esemplare di spinga fino al limite dei centri abitati, per cercare cibo o per inseguire qualche preda».

A segnalare il ritrovamento dell’animale è stato Marco Stefanini, uno dei rappresentanti dell’associazione “La Duna”.

«Sono anni che cerco di vedere un lupo – scrive Stefanini – L’ho cercato nelle girate in mountain-bike, nelle escursioni, nelle passeggiate nei boschi, qui e in altre parti d’Italia…. Mi è sempre sfuggito, non ci siamo mai trovati. Ho sempre visto il lupo come la rappresentazione della nostra parte selvaggia, la natura che sopravvive in noi nonostante migliaia di anni di civiltà e storia, capace di sopravvivere all’ostilità, all’odio, alle persecuzioni. Mai visto. Ne ho trovato le tracce, le impronte, nella neve, nei fanghi, nel bosco e nelle radure ma di loro come soggetti. Niente. Provavo e provo invidia per quelli che li vedono un giorno sì e un giorno no. A volte penso siano anche parecchie storie. Molto triste che il mio primo incontro con il lupo (o ibrido) sia stato con il suo corpo senza vita, falciato da un mezzo su una strada quasi cittadina, in quel breve spazio che divide l’uomo dalla natura, dagli spazi aperti, al bosco. Ho visto i suoi occhi spenti, ho toccato il suo corpo rigido, ho aspettato che arrivasse qualcuno per non lasciarla sola, la lupa, come fosse un amico, un parente da non abbandonare nell’ultimo viaggio. Ciao lupa, il mondo non è stato giusto con te».

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