Arrestata la nuora della vittima: overdose di farmaci, avvelenata con il caffè video

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LIVORNO – Avvelenata con una tazzina di caffè. È morta per overdose di farmaci, in particolare un ansiolitico e un farmaco per tenere sotto controllo la pressione, Maria Simonetta Gaggioli, la donna ritrovata senza vita lo scorso 3 agosto in un fosso, dentro un sacco a pelo, nella zona di Riotorto al confine tra le province di Grosseto e Livorno.

Carabinieri Livorno 2020

Questa è la ricostruzione dei Carabinieri di Livorno che, su ordine della locale Procura della Repubblica, hanno arrestato la nuora della vittima, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. La donna è ritenuta responsabile dell’omicidio volontario e dell’occultamento del cadavere della Gaggioli.

Le indagine sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Livorno e condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Livoro e dal N.O.R.M. della Compagnia di Piombino.

Sulla scorta degli esiti dell’autopsia e delle altre concordanti risultanze acquisite da complesse attività investigative, l’arrestata, negli ultimi giorni del luglio scorso, avrebbe somministrato alla Gaggioli un farmaco, da lei già assunto per motivi terapeutici, in una dose massiccia, circa 10 volte superiore a quella prescritta, risultata letale.

La donna tratta in arresto avrebbe portato, da sola, il cadavere fuori dalla sua abitazione di Riotorto e, trasportata in auto, l’avrebbe abbandonato sul ciglio della “Vecchia Aurelia”. Tale circostanza è stata confermata nel corso dell’esperimento giudiziale in incidente probatorio, svoltosi il 3 gennaio scorso.

I motivi che avrebbero spinto la donna a realizzare il suo progetto delittuoso risiederebbero nel rapporto conflittuale con la Gaggioli. Nel corso delle indagini è emerso che l’arrestata aveva maturato l’intenzione di andare all’estero.

La donna, infine, secondo il G.I.P., che ha condiviso la richiesta della Procura, basata sulle investigazioni dei Carabinieri, è ritenuta responsabile anche dei reati di “truffa aggravata” e “indebito utilizzo di carte di pagamento”. La donna, non dando comunicazione dell’avvenuto decesso della Gaggioli, consentiva l’accredito della pensione sul suo conto corrente bancario e ne prelevava una somma utilizzando il bancomat della defunta. Per concorso in tutti i reati contestati all’arrestata è tuttora indagata in stato di libertà il figlio della vittima e marito della donna arrestata.

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