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Lega: «Follonica meta del crimine. Lo dice il rapporto della Normale di Pisa»

FOLLONICA – “Che sulla sicurezza il centrosinistra che da decenni governa Follonica abbia fallito adesso è certificato da un ente terzo come la Normale di Pisa”. Così la Lega interviene sui risultati del rapporto sulle infiltrazioni della Scuola Normale Superiore di Pisa “che indica in Follonica un meta privilegiata, in particolar modo del ‘pendolarismo del crimine'”.

“La scarsa percezione di sicurezza e la criminalità – sostiene il segretario della Lega di Follonica e Gavorrano Roberto Azzi – sono di casa a Follonica. Noi lo diciamo da tempo, il nostro candidato sindaco Massimo Di Giacinto lo aveva ribadito solo pochi giorni fa, ma siamo stati accusati dal Pd di speculare su alcuni fatti di cronaca avvenuti in Maremma. Oggi le nostre domande e le mostre considerazioni trovano fondamento, a meno che non si voglia accusare anche la Normale di speculazione”.

Roberto Azzi dunque va all’attacco dell’amministrazione Benini, “ma anche di un sistema di governo del centrosinistra che, su questo tema, ha fallito. Negli ultimi anni – sostiene Azzi – la percezione di una Follonica non sicura e di una città in cui le infiltrazioni erano ben presenti si avvertiva ed a dimostrazione si erano avute le inchieste della magistratura che qui hanno poggiato le loro basi. Dunque è evidente che il fallimento, anche in questi settori, dell’amministrazione Benini sia palpabile, al pari di quanto fatto in precedenza che ha portato ad una situazione che è ormai intollerabile”.

“Sul fronte follonichese – afferma Andrea Ulmi– vorrei ricordare la battaglia condotta dalla Lega di Follonica, sia fuori che dentro le sedi istituzionali, per avere in città un commissariato di polizia. Una battaglia supportata nei mesi in cui era ministro dell’Interno Matteo Salvini dall’onorevole Mario Lolini che aveva avuto rassicurazioni sull’impegno e sulla volontà di raggiungere l’obiettivo. Purtroppo con l’attuale Governo di tutto ciò non se ne è saputo più nulla, probabilmente non ne sa nulla neppure l’ex sindaco Benini che era stato nominato, e qui mi domando su quali base vengano effettuate certe scelte, responsabile per le politiche della sicurezza e della legalità dell’Anci regionale”.

Il segretario del Carroccio maremmano allarga poi lo sguardo. “Solo nei giorni scorsi – afferma Ulmi- il segretario del Pd Giacomo Termine attaccava l’onorevole Lolini ponendo delle domande sul proliferare della criminalità in provincia di Grosseto e sulla sicurezza. Credo che Termine avesse sbagliato interlocutore e che dovesse solamente chiedere ai sui compagni di partito. Magari avrebbe trovato anche molte risposte sul perché della caduta della provincia di Grosseto nella classifica de Il Sole 24 Ore, senza scomodare gli avversari politici ed il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna che sta cercando di porre rimedio a decenni di lassismo del centrosinistra”.

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