Cosap, Pci: «Nessuna protesta quando è stata reintrodotta. Ora il Pd grida allo scandalo»

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GROSSETO – “In Maremma il detto ‘Cencio dice male di straccio’ calzerebbe molto alla polemica che Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Giacomo Termine stanno facendo sul reinserimento della tassa per occupazione suolo pubblico”. Lo scrive, in una nota, la Segreteria Pci Federazione di Grosseto.

“Per il Pci di Grosseto – continua la nota -, tra i fronti rappresentati dalle due fazioni politiche, nessuna delle due sarebbe assolta da un giudizio negativo rispetto all’inserimento della Cosap, ma della situazione nella quale versa un ente come la Provincia, cancellato dal governo Renzi”.

“Termine dovrebbe spiegare ai cittadini dove era quando il suo Pd demoliva, con il decreto Del Rio, le province, e che cosa ha fatto, sempre il Pd, dopo il referendum sulla deforma costituzionale bocciato dagli italiani il cui esito, come se nulla fosse accaduto, non è stato rispettato – si continua a leggere nella nota del Pci -. Ma anche dall’altra parte si è fatto poco nella direzione di restituire alle province quelle funzioni, prima di tutto elettive dell’Ente ai cittadini ed inoltre si è assistito a sempre meno trasferimenti di risorse per garantire servizi fondamentali per la sicurezza di strade, scuole ed altro”.

“La delibera con la quale la Cosap è stata reintrodotta è del luglio 2018: nessuna protesta da parte dei sindaci di minoranza che si sono addirittura astenuti in sede di votazione fermandosi ad aspettare il momento propizio per gridare allo scandalo – prosegue il Pci -. Evidentemente i problemi che i cittadini hanno sulle strade, sempre più abbandonate e in cattiva manutenzione per mancanza di fondi, non interessano. Interessa creare il caso, la notizia”.

“Il Pci è assolutamente contrario ad applicare una tassa che si somma alle altre vessazioni per mantenere un sistema che non produce quei servizi e quei benefici di ritorno che sarebbero dovuti alle comunità – ancora la nota -. Ed è altresì contrario ad un modo di operare che dimostra la distanza di una politica incapace di pianificare risposte sui bisogni reali delle persone e dei territori”.

“Continuare a destrutturate gli enti locali, privando i cittadini di scegliere i propri rappresentanti con il voto, tagliare risorse finanziarie ad enti come le province che hanno competenze fondamentali per sicurezza e sviluppo, cercando di risolvere tutto imponendo una nuova vessazione fiscale sulle spalle di famiglie, agricoltori e attività produttive in genere, è per il Pci una chiara dimostrazione di come il sistema politico e istituzionale sia incapace di governare un territorio – si legge ancora nella nota -. In vista delle prossime elezioni regionali, invece di dare il solito e triste spettacolo di accuse, ambedue le destre facciano proposte chiare e concrete ai cittadini che riducano la pressione fiscale e i disagi, quelli tutti gratuiti e non soggetti a Cosap, sui servizi per i cittadini”.

“Il Pci – conclude – ha una posizione chiara sulle province: ripristino immediato ad elezione diretta e riassegnazione di quelle risorse espropriate ai territori da Matteo Renzi & company, finite nel calderone dello Stato e destinate a risanare o a far sopravvivere interessi di pochi”.

 

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