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Caso Termine, l’opposizione: «A Grosseto un sindaco è dipendente comunale. Ma è di centrodestra»

GROSSETO – Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, intervenendo sul caso Termine, l’ha buttata in caciara politica e, ignorando bellamente l’articolo 51 della Costituzione, ha accusato la sinistra di lottare soltanto per i privilegi di pochi”. Così, in una nota, i gruppi di minoranza del Consiglio comunale di Grosseto Italia Viva Grosseto, Lista Mascagni Sindaco, M5s e Pd.

“A ruota, l’assessore Fabrizio Rossi, dopo aver invocato il rispetto nei confronti dei lavoratori che tutte le mattine si alzano per andar a lavorare, si è spinto sino a promuovere volantini dove si scrive che un dipendente che va al lavoro pochissimi giorni al mese dev’essere licenziato – continuano -. Il fatto è che, per loro sfortuna, nel Comune che loro amministrano c’è un altro sindaco dipendente comunale, questa volta di centrodestra, che usufruisce dei permessi previsti dall’articolo 51 della Costituzione per poter svolgere il proprio mandato amministrativo”.

“A differenza di Vivarelli Colonna e Rossi – si legge ancora nella nota della minoranza -, noi non chiediamo la testa del dipendente – sindaco di centrodestra. Vogliamo solo evidenziare il loro doppiopesismo ed aiutarli a rendersi conto della grossolana gaffe che hanno commesso”.

“Ora – conclude l’opposizione -, se non vorranno adottare due pesi e due misure, i due dovranno riconoscere che la questione non ha colore politico, ma riguarda la possibilità per un sindaco di un piccolo comune di poter svolgere il proprio mandato anche se di lavoro fa il dipendente pubblico”.

Così Rinaldo Carlicchi (capogruppo Italia Viva), Carlo De Martis (capogruppo Lista Mascagni Sindaco), Lorenzo Mascagni (capogruppo PD), e Gianluigi Perruzza (capogruppo M5S) hanno presentato un’interrogazione al sindaco e all’assessore competente affinché precisino:

se l’organico del Comune di Grosseto annovera lavoratori che rivestono contestualmente, presso altri enti, la qualifica di amministratore locale ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 77 del TUEL, in caso affermativo precisandone:
a) nominativo
b) qualifica e mansione
c) tipologia di contratto (tempo pieno o tempo parziale, nel secondo caso precisandone
la durata)
d) ente presso il quale è esercitato il mandato e relativo incarico
e) numero di ore / giorni di permesso fruiti per l’esercizio del mandato ed entità degli oneri retributivi e contributivi corrispondentemente sopportati dal Comune di Grosseto.
Il tutto con riferimento agli anni 2017, 2018 e 2019“.

“Il sindaco di una comunità è una figura importante, il ruolo di rappresentanza e “cura” che gli viene affidato dai cittadini lo rende un cardine essenziale per la vita e la crescita di tutto il territorio a lui pro tempore affidato – commentano i consiglieri di minoranza a margine dell’interrogazione -. È per questo motivo che la Costituzione italiana negli strumenti attuativi tutela le persone che, con spirito di servizio, sono eletti nei paesi e nelle città”.

“La difesa di queste figure politiche non è, dunque, un problema che riguarda un solo schieramento politico – proseguono i consiglieri di minoranza -, ma tutti i rappresentanti scelti tra i partiti dell’arco costituzionale. Le recenti vicende che hanno coinvolto un sindaco del nostro territorio e di una provincia vicina, le conseguenti prese di posizione del nostro sindaco, hanno indotto i nostri gruppi consiliari a richiedere al Comune di Grosseto di effettuare una ricognizione su eventuali situazioni simili presenti nell’organico”.

“L’obiettivo – è bene rimarcarlo – non è la criminalizzazione dei dipendenti comunali chiamati a ricoprire cariche istituzionali – vanno avanti -, ma stigmatizzare e rendere evidente una condizione generalizzata da tutelare con serietà. In provincia di Grosseto, infatti, gran parte dei 28 comuni in cui è organizzata sono piccoli e piccolissimi e le indennità previste per i sindaci in carica sono esigue, certamente non sufficienti a permettere la sussistenza. Solo l’opportunità garantita dalla Legge di usufruire di permessi retribuiti consente di esercitare e ricoprire questa funzione”.

“L’interrogazione – concludono Carlicchi, De Martis, Mascagni e Perruzza – ha l’obiettivo di rendere tutto il Consiglio comunale e il nostro sindaco consapevoli di una realtà di Legge ispirata a criteri di libertà, pari opportunità di censo e condizione, democratica”.

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