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Di Giacinto: «Il centrodestra aveva diritto al ballottaggio. Benini non aveva i voti»

FOLLONICA – «La sentenza del Tar che ha disposto il turno di ballottaggio per il Comune di Follonica, annullando dunque l’esito del primo turno delle elezioni Amministrative del 26 maggio che si erano concluse con la proclamazione a sindaco di Andrea Benini, è un esito che ci attendevamo ma che accogliamo comunque con grande soddisfazione» afferma Massimo Di Giacinto.

«Per prima cosa vorrei ringraziare gli avvocati Davide Lera e Alessandro Buoni e, con loro, Luigi Costagli e Lino Loli per il contributo nella “costruzione” del ricorso. E naturalmente ringrazio i 4.637 elettori follonichesi che ci hanno dato fiducia e forza nel seguire questo giusto percorso di ripristino della legalità. Quei due voti validi in più – così come il singolo voto di qualunque cittadino – dovevano poter fare la differenza ed è giusto che l’abbiano fatta. La commissione prefettizia prima e il Tar poi l’hanno riconosciuto con chiarezza».

«Il centrodestra aveva diritto al ballottaggio, perché Benini non aveva i voti necessari per essere eletto sindaco al primo turno, e chi sostiene il contrario dimostra scarsa dimestichezza con i principi democratici. Adesso si apre una fase tutta nuova. Attendiamo l’insediamento del commissario prefettizio che governerà il Comune di Follonica nel periodo che ci separa dalle elezioni – senza alcuna spesa ulteriore di denaro pubblico, visto che con molta probabilità saranno accorpate alle Regionali – e il sindaco Andrea Benini torna ad essere un privato cittadino che si impegnerà nella campagna elettorale proprio come me, secondo le precise regole della par condicio» continua Di Giacinto.

«E d’altra parte per Benini non cambierà poi molto, visto che i primi mesi del suo secondo mandato si sono distinti per un iperattivismo fondato esclusivamente su eclatanti e ripetuti annunci di piani di fattibilità e progetti futuri senza alcuna copertura finanziaria né logica. Questo è il vero immobilismo: un annuncio al giorno per paura di perdere la poltrona. Esattamente il contrario di ciò di cui ha bisogno Follonica. Noi siamo pronti a proporre con rinnovata convinzione la nostra idea di città, accogliendo il contributo di quanti vorranno partecipare, per poi attuare concretamente il governo del cambiamento. L’appello ai cittadini non cambia: metteteci alla prova».

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