Le voci delle Sardine: «Siamo qui contro l’odio». Ecco la gente della piazza fotogallery

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GROSSETO  – La voce di chi è sceso in piazza alla manifestazione delle Sardine. Uomini e donne della provincia di Grosseto che sono voluti essere presenti nel capoluogo a questa “prima” delle Sardine.

“Siamo qui contro l’odio, perché la società che vogliamo è una società solidale e antifascista – racconta Michela -. Per un risveglio delle coscienze, alla ricerca di quell’umanità che si è perduta”.

Italo è ex dirigente scolastico della Vico, 79 anni, una laurea in scienze ambientali appena presa, dopo la pensione. Ha un cartello con disegnata una sardina e con su scritto ‘articolo 3’: “Sono qui perché desidero un risveglio della Costituzione. L’articolo 3 è fondamentale: tutti i bambini hanno la loro potenzialità, e bisogna cercare di tirarla fuori. Per questo serve un altro tipo di società, e per questo sono qui. Questo è un movimento che riporta al centro la Costituzione, cosa che, aimè, non è più scontata”.

Ci sono anche Alberto, 37 anni, e Alessandra, 19 anni, entrambi di Montemerano. Per loro è la terza manifestazione dopo quella di Firenze e di Roma. Parla Alberto: “La politica non sta dando risposte, soprattutto ai giovani. Sono contro l’odio, contro quelle persone che hanno creato un clima degenerativo in questo Paese, ma non sono a favore di un partito, almeno in questo momento. Ho avuto un’espressione per molto tempo, ma ora non la ho più, anche se continuo ad andare a votare. Questa è una piazza che mi dà qualche idea. Tra quelle che abbiamo visto, però, questa è la piazza con meno giovani”.

“Questa è la festa della gente, della gente che sta in piazza. L’importante è esserci” raccontano altri.

“Siamo qui per fare presenza, per far capire che Grosseto non è solo la provincia di Antonfrancesco Vivarelli Colonna – dice Isabella -, ma è anche una provincia contro un modo di vivere la politica che punta su proclami e pubblicità senza poi affrontare i problemi. Mi piacerebbe che questa piazza si riempisse, perché si capisca che c’è anche tanta gente che la pensa diversamente”.

“Sono qui intanto perché mi sentivo molto sola – ci dice Silvia -: qua invece siamo ‘insieme’. E sono qui per ricordare l’importanza dell’antifascismo, della Costituzione e del no razzismo. Mi fa piacere vedere in tutta Italia questo movimento e che anche a Grosseto ci sia un po’ di risveglio”.

Mario ha 68 anni, e fa politica da quando ne ha 17: “Io sono un iscritto all’Anpi, che ha deciso di appoggiare questo movimento senza metterci il cappello sopra. Penso che questo movimento sia una ribellione pacifica contro l’imbarbarimento della politica italiana e del suo linguaggio. E’ una reazione sana del Paese che fino ad ora non c’era stata”.

“Sono qui perché credo in una politica che non sia marketing, ma credo in una politica seria, fatta in Parlamento e non nei social network. E sono qui per una politica che non usi toni che potrebbero essere usati tra amici al bar – sostiene Viola, studentessa di 20 anni -. In realtà non va bene neanche lì, però è molto più grave se usati da una carica pubblica dello Stato”.

 

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