Milani sulla geotermia: «Vicini alle imprese, ma la politica vigili sulla salute dei cittadini»

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GROSSETO – “Come abbiamo già ribadito più volte, siamo preoccupati per la situazione che riguarda gli impianti geotermici sul territorio”. Fabrizio Milani, segretario generale della Cisl di Grosseto torna a parlare di geotermia, dopo un appello lanciato da alcuni imprenditori amiatini.

“Il nostro interesse sul tema e il nostro sostegno alle imprese che vogliono investire lo abbiamo dimostrato varie volte –  prosegue – non ultimo partecipando alle manifestazioni di Lardello  e Santa Fiora del dicembre scorso. Abbiamo già espresso il nostro dissenso sul decreto Fer1, che non prevedeva incentivi per la geotermia convenzionale e speriamo che il ritardo, anche se ingiustificato, nell’emanazione del Fer2 ci permetta di salvaguardare lo sviluppo di una parte importante del territorio. Ci auguriamo che la geotermia italiana e quella toscana in particolare possa essere rilanciata, riacquisire dignità e avere nuove prospettive di sviluppo, con le dovute garanzie in termini di sicurezza e salute”.

“Questo per salvaguardare l’occupazione diretta e indiretta legata al comparto – aggiunge –  che interessa in tutta la regione circa 1800 addetti, e perché crediamo che possa favorire anche un modello di sviluppo basato sulle energie rinnovabili, tema caro, a quanto pare, anche all’attuale governo. Certo è che i nuovi impianti devono rispettare il territorio, la sua economia, la salute dell’ambiente e delle persone. Ci preoccupa, inoltre, il fatto che  le concessioni geotermiche andranno a gara europea nel 2024, e a seconda delle prospettive che saranno presenti nel bando di gara, rischiano di aprire la strada a nuovi soggetti interessati ad investire nel settore, ma che potrebbero avere a cuore solo lo sfruttamento dei giacimenti e non il benessere del territorio e di chi lo abita”.

“Noi – conclude Milani – continueremo a fare la nostra parte, anche facendo pressione a livello regionale e nazionale sul Governo perché nel Fer2 siano previste delle risorse incentivanti che agevolino il percorso; ma lo stesso impegno lo deve mettere la politica, quando si tratta di tenere in considerazione lo sviluppo economico, la salvaguardia e la salute dei territori”.

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