Il progetto “Coping Power Scuola” arriva in Maremma: così si migliora l’apprendimento dei bambini

ALBINIA – E’ stato presentato ad Albinia (Orbetello) il progetto di ricerca-intervento “Coping Power Scuola” che ha coinvolto le scuole di due istituti comprensivi, quello di Manciano Pietro Aldi e quello di Albinia Guelfo Civinini, promosso dal Coordinamento pedagogico zonale con la collaborazione scientifica dell’Irccs Fondazione Stella Maris. Lo scopo del progetto, ideato da Pietro Muratori, psicologo clinico dell’Irccs insieme a Iacopo Bertacchi e Consuelo Giuli, è quello di testare l’efficacia del modello “Coping Power Scuola” nei bambini della scuola d’infanzia. Sono stati coinvolti 250 bambini, alcuni dei quali hanno aderito al protocollo Coping Power Scuola, mentre i restanti hanno seguito la normale programmazione curriculare.

Dai risultati dello studio è emerso che le classi gestite con il metodo del Coping Power Scuola mostravano effettivamente una riduzione significativa, a fine anno scolastico, delle difficoltà emotive-comportamentali e una maggiore acquisizione dei prerequisiti accademici, sia relativamente alla componente matematica che a quella linguistica. Quindi un miglioramento nel comportamento dei bambini della scuola d’infanzia e nella loro capacità di regolazione emotiva-relazionale crea un terreno più fertile per favorire l’apprendimento, rendendo complessivamente la classe maggiormente predisposta ad acquisire le competenze necessarie per il successivo percorso scolastico.

“Negli ultimi anni – spiega Pietro Muratori, psicologo clinico dell’Irccs Stella Maris di Pisa – si sta assistendo a un incremento della difficoltà di regolazione emotiva e di comportamento da parte di bambini con un’età di sviluppo sempre più precoce. Coloro che si relazionano con bambini piccoli hanno modo di osservare come esplosioni di rabbia, episodi di mancato controllo comportamentale e siano episodi sempre più frequenti. La conseguenza di tali comportamenti è la difficoltà precoce di adattamento da parte del bambino nei diversi contesti in cui si trova, compromettendo, sia quel legame genitore-bambino funzionale soprattutto nei primi anni di vita a una traiettoria di sviluppo stabile e felice, che il suo inserimento in ambito scolastico. La presenza di queste problematiche di regolazione emotiva e di comportamento ostacola, inoltre, la capacità del singolo di seguire le attività accademiche previste in aula, compromettendo fin da subito la sua riuscita scolastica e il futuro percorso accademico. Inoltre rende difficile la gestione dell’intero gruppo classe da parte delle insegnanti, determinando complessivamente una qualità didattica inferiore rispetto a quella ordinaria”.

“Risulta quindi evidente – continua – l’importanza di potenziare già in età prescolare la regolazione emotiva e del comportamento, nonché promuovere efficaci abilità pro-sociali, data la notevole influenza che queste competenze hanno nelle traiettorie di sviluppo del bambino sia in ambito scolare che in ogni contesto di vita. In linea con queste valutazioni, il contesto della scuola d’infanzia è da considerarsi quello più idoneo per promuovere nel bambino competenze emotive e di regolazione comportamentale in quanto rappresenta uno dei primi ambienti in cui il minore esce dalla stretta relazione diadica madre-figlio e va alla scoperta dell’altro – il coetaneo e la figura dell’educatore- con i quali impara come comportarsi socialmente e come gestire le prime situazioni di disagio. In quest’ottica nasce il modello del Coping Power Scuola (Giuli, Bertacchi e Muratori, 2017). Un programma di prevenzione universale rivolto ai bambini della scuola d’infanzia, progettato per diminuire le manifestazioni comportamentali problematiche e le difficoltà di autocontrollo nel contesto scolastico. L’obiettivo di questo programma di intervento è proprio quello di fornire agli insegnanti degli strumenti utili a una migliore gestione della classe e contribuire così a creare un ambiente più idoneo per far acquisire a tutti gli alunni quei prerequisiti di apprendimento che influenzeranno il futuro ingresso alla scuola primaria”.

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