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Allarme Ombrone, ecco le sette proposte (più una) del centrosinistra

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GROSSETO – «Dopo l’allarme per l’Ombrone che abbiamo vissuto la scorsa domenica, questa mattina il Consiglio comunale era chiamato ad approvare il Piano di protezione civile, ovvero lo strumento che disciplina il servizio di Protezione civile nel nostro Comune. Si tratta di un documento del quale, insieme anche alle altre forze di opposizione, abbiamo chiesto il ritiro, avendone evidenziata l’inidoneità a garantire un’adeguata risposta dinanzi a certi eventi calamitosi, come emerso in occasione della recente emergenza». A parlare sono i consiglieri comunali del centrosinistra Carlo De Martis, Marilena Del Santo (Lista Mascagni Sindaco), Lorenzo Mascagni, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati (Partito Democratico).

«Criticità, quelle che abbiamo sollevato, tanto fondate che si sono tradotte in una spaccatura nella maggioranza, con l’Assessore competente, Fausto Turbanti, fermo nel pretendere che venisse votato, e il Sindaco che alla fine della discussione, nel mentre dai banchi della maggioranza si moltiplicavano le defezioni tanto da non garantire più il numero legale, decideva di ritirare la delibera».

«Noi crediamo che oggi sia urgente aprire una seria analisi su cosa ha funzionato e su cosa invece deve essere migliorato, ed è nostro interesse fornire un contributo alla discussione. In questo senso abbiamo elaborato sette proposte (più una), tradotte in una mozione che abbiamo presentato oggi stesso e che potrà essere discussa in occasione del prossimo Consiglio comunale, di modo da consentire alla cittadinanza di essere maggiormente coinvolta in un tema che, come è naturale che sia, sta a cuore a tutti, senza distinzioni politiche».

«Ebbene, alla luce del contenuto del Piano di Protezione civile e valutate le criticità riscontrate nella gestione dell’emergenza del 17 novembre 2019, crediamo sia necessario:

elaborare un’adeguata campagna informativa in favore della popolazione, volta a fornire ai cittadini i necessari strumenti di conoscenza per affrontare situazioni di emergenza dipendenti da eventi calamitosi, anche al fine di consentire al personale impiegato di dedicarsi agli interventi di maggiore urgenza e gravità;

elaborare un protocollo operativo ad hoc destinato alle persone qualificate da maggiore fragilità (anziani, persone con disabilità e persone con mobilità ridotta), anche attraverso il coinvolgimento degli enti e delle associazioni dedicate alla cura, all’assistenza e alla rappresentanza di tali categorie di persone;

verificare l’adeguatezza e la funzionalità del servizio di allertamento ‘Informabene’, che ad oggi risulterebbe contare solo 2.000 iscrizioni a fronte di una popolazione di circa 80.000 abitanti, e rispetto alla cui operatività sono state segnalate diffuse carenze in occasione dell’emergenza del 17 novembre 2019;

individuare, per il caso di rischio idraulico, aree sicure di attesa ed aree destinate al soccorso, ad oggi non contemplate dal Piano di Protezione civile neppure per i cittadini che risiedono o dimorano nella cosiddetta ‘zona rossa’, destinati ad essere evacuati in caso di emergenze;

elaborare un protocollo, se del caso coinvolgendo anche altri enti, volto a garantire la presenza di personale preposto a impedire in modo rigoroso l’accesso di persone alle aree di maggior rischio, quali gli argini per il caso di rischio idraulico;

verificare se la tavola del rischio idraulico del fiume Ombrone per l’abitato di Grosseto, qualificata dalla suddivisione della città in tre zone (rossa-rischio idraulico molto elevato; giallo-rischio idraulico elevato; celeste-rischio idraulico moderato), e ciò sulla base delle condizioni del fiume e dei suoi argini precedenti agli interventi di consolidamento eseguiti negli ultimi anni, sia ancora attuale oppure se debba essere aggiornata, con particolare riferimento alla ripartizione delle diverse zone di rischio;

ampliare sia le dotazioni tecniche, sia l’organico attualmente destinato alla struttura di Protezione civile, facente capo al Comandante della Polizia Municipale e ad oggi qualificato da tre sole unità, provvedendosi non solo ad un aumento dell’organico in termini numerici, ma anche all’introduzione di specifiche professionalità (ingegneri e geologi).

Ulteriormente a queste sette proposte abbiamo anche richiesto la convocazione di una seduta congiunta delle Commissioni consiliari competenti – i cui lavori, ricordiamo, sono aperti al pubblico – con la partecipazione degli assessori di riferimento e del personale degli uffici interessati, affinché queste tematiche siano oggetto di un adeguato confronto e approfondimento, così da permetterne una maggiore conoscenza e, ove possibile, favorire un miglioramento dello stesso servizio di Protezione civile del Comune di Grosseto».

 

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