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Maltempo, Cia: «Chiediamo lo stato di calamità. Agricoltura fortemente compromessa»

GROSSETO – “Campagne devastate, capannoni scoperti, strade interrotte e allagate, poderi isolati, famiglie evacuate e colture danneggiate. È l’immagine della provincia di Grosseto colpita, nel corso di questo fine settimana, da una violenta ondata di maltempo. Mai come in questa occasione trova conferma il detto ‘piove sul bagnato’ – commenta il direttore di Cia Grosseto Enrico Rabazzi -. L’agricoltura sta passando uno dei momenti più critici e questa perturbazione andrà a colpire aziende che già sopravvivono con difficoltà”.

“Come Confederazione di Grosseto esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i cittadini, anche se la nostra preoccupazione è, come è giusto che sia, per gli agricoltori, che tra i tanti problemi oggi dovranno fare anche la conta dei danni causati dal maltempo per il quale ci stiamo attivando con la richiesta dello stato di calamità, certi che ci sono tutte le condizioni per attivare le procedure. Stiamo seguendo con preoccupazione e apprensione le notizie che arrivano dalle diverse zone del territorio, soprattutto dalle aree adiacenti i fiumi Elsa, Albegna e Ombrone, particolarmente colpite – spiega il direttore -, per fare un censimento della situazione ed agire di conseguenza, perché siamo certi che anche in questa occasione a pagare il prezzo più caro, per i cambiamenti climatici, sarà il settore primario che già vive e lavora in una perenne situazione di incertezza a causa delle bizzarrie climatiche”.

“Attualmente è impossibile fare una accurata stima dei danni, ma sappiamo con certezza che si parlerà di milioni di euro. Campi coltivati affogano nell’acqua, colture invernali definitivamente compromesse, danni alle infrastrutture colpite dalla esondazioni e dalle raffiche di vento e mezzi agricoli che si trovavano nei capannoni danneggiati . Questa è la triste realtà della Maremma. Inoltre la preoccupazione, oltre che per le culture che in molti casi sono andate perse – continua il direttore -, riguarda le condizioni dei terreni che sono stati compromessi da tanta acqua. Si dovrà attendere che questa venga totalmente assorbita per poter fare una stima precisa, nel frattempo le aziende saranno costrette ad accollarsi ingenti spese non previste”.

“Attendiamo anche notizie in merito alle zone attorno a Monte Antico, dove i campi e le strade allagate hanno costretto gli uomini della prevenzione a intervenire con gommoni per mettere in salvo diverse famiglie. Oggi al Ministero chiediamo che venga non solo riconosciuto lo stato di calamità, ma che vengano anche stanziati i relativi fondi. Inoltre chiediamo un progetto a lungo termine di prevenzione e soprattutto chiediamo che l’agricoltore sia messo in condizione di fare reddito, solo in questo modo possiamo garantire un territorio monitorato e tutelato. Il settore primario – conclude Rabazzi – da tempo ha scelto di optare per iniziative per contrastare le avversità meteorologiche anche con oneri economici importanti, e oggi non possiamo accettare di dover subirne le pesanti ripercussioni”.

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