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Caso Segre: anche Patrizia Scapin chiede la cittadinanza onoraria per la senatrice a vita

GAVORRANO – Anche Patrizia Scapin, capogruppo del “Movimento Gavorrano Bene Comune”, ha presentato una mozione al sindaco di Gavorrano per chiedere al Consiglio di concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. Riportiamo qui il testo integrale dell’atto.

“Premesso che Liliana Segre, nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Mattarella, deportata dai nazifascisti, ancora bambina, nei campi di sterminio in quanto ebrea è uno dei pochi deportati tornati vivi da quella terribile esperienza. Una donna coraggiosa che per tutta la sua vita è stata portatrice di un messaggio di pace e di tolleranza e lo ha sempre fatto con una dolcezza e una dignità per certi aspetti disarmante, comune a molti di coloro che sono sopravvissuti all’Olocausto. La senatrice Liliana Segre è una protagonista della storia contemporanea ed è sopravvissuta alla barbarie nella quale era sprofondata l’Europa sotto il dominio nazifascista, merita, quindi, rispetto e ammirazione anche per il ruolo che ha svolto nella divulgazione della sua esperienza, soprattutto con i ragazzi delle scuole, adoperandosi per la conservazione della memoria.

Nelle ultime settimane la senatrice Liliane Segre ha proposto l’istituzione di una Commissione straordinaria con il compito di contrastare l’intolleranza, il razzismo, l’antisemitismo e l’istigazione all’odio e alla violenza. La Commissione ha ottenuto il via libera dal Senato con l’astensione del centrodestra. Dal 7 novembre, la Senatrice è costretta a vivere sotto scorta, assegnatale dal prefetto di Milano a causa delle oltre duecento minacce quotidiane che riceve sui social e non solo.

Considerato quanto sopra, si chiede al Consiglio Comunale di Gavorrano di concedere alla senatrice Liliana Segre la cittadinanza onoraria del nostro Comune come riconoscimento della sua storia e come forma di solidarietà contro l’intolleranza e la barbarie che si è impadronita di una parte, che vogliamo credere minoritaria, ma non certo meno pericolosa, del nostro Paese, la cui convivenza civile, ricordiamo a tutti, si basa sulla Costituzione nata dalla Resistenza al nazifascismo e portatrice di valori universali per noi irrinunciabili”.

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