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“Arcipelago pulito”, il Comune entra nel progetto della Regione Toscana

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – Firmato lunedì scorso a Firenze dal sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani, il protocollo di intesa del progetto “Arcipelago pulito”, che include oltre la Regione Toscana e al Comune di Livorno anche Castiglione della Pescaia, Viareggio, Porto Santo Stefano, Porto Ercole e Piombino . Il documento è stato sottoscritto all’interno di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana, anche dal Ministero dell’Ambiente, dalla Direzione marittima della Toscana, l’Autorità portuale di sistema del Mar Tirreno settentrionale, Legambiente, Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno e il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri.

«Crediamo in questo progetto – spiega Farnetani – già applicato a livello europeo, che individua una “Strategia Marina – Marine Strategy” per la tutela dei mari e delle risorse naturali. Abbiamo dato vita a una filiera completa, che inizia con la raccolta da parte dei pescatori in mare di rifiuti e plastiche, arrivando al loro smaltimento, senza un aggravio economico per gli armatori».

«Con il progetto “Arcipelago pulito” sarà possibile – aggiunge il primo cittadino di Castiglione della Pescaia – aiutare in maniera significativa l’ambiente marino e i pescatori avranno finalmente la possibilità di contribuire legalmente all’operazione di pulizia del nostro mare».

«Castiglione della Pescaia è un comune Plasticfree dallo scorso 1 gennaio – ricorda la vicesindaca Elena Nappi, che segue le politiche ambientali – e con l’adesione a questa direttiva contribuiremo alla lotta alle microplastiche, in quanto autorevoli studi effettuati nel mar Tirreno mettono in evidenza che il 95% dei macro-rifiuti galleggianti sono di materiale plastico e prevalentemente costituiti da buste e frammenti vari».

«Sarà decisivo – affermano Farnetani e Nappi – e di sicuro positivo il ruolo che avranno i pescatori della flotta castiglionese durante il loro lavoro quotidiano e da parte nostra proseguiremo incessantemente nell’opera di sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica. Argomenti come questi, legati alla sostenibilità ambientale e al consumo sostenibile, vanno approfonditi e diffusi all’interno di tutta la comunità affinché si crei una coscienza ambientale più profonda nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo».

«Procedere uniti in questa direzione – concludono Farnetani e Nappi – produrrà benefici alla gestione della fascia costiera, sarà ridotta la presenza dei rifiuti in mare, il sistema di raccolta differenziata aumenterà il suo recupero e  diminuirà la percentuale da conferita in discarica».

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