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Parco della Maremma: il piano integrato sarà pronto entro il 2023

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ALBERESE – Il Piano integrato del Parco della Maremma sarà pronto per l’estate 2023. È quanto emerge dall’informativa della Giunta resa in commissione Ambiente, presieduta da Stefano Baccelli (Pd), che oggi, lunedì 11 novembre, ha tenuto seduta direttamente sul posto. Secondo quanto ricordato da Baccelli, parte da oggi l’iter formale di un Piano che ha al suo interno molti spunti innovativi. Oltre alla fase di pianificazione, dovranno essere elencati anche obiettivi di natura economica. “Si tratta di uno strumento molto importante per la Comunità e sarà affrontato con il confronto e l’ascolto diretto del territorio”. Seguendo quanto espresso dalla presidente del Parco, Lucia Venturi, Baccelli ha rilevato la “straordinaria opportunità di ragionare in un’ottica di area vasta, seguendo le sinergie sviluppate sino ad oggi”.

Gli obiettivi di fondo del documento illustrato da Teresa Brancale, intervenuta su mandato dell’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni, prevedono il miglioramento della qualità ambientale, intesa anche come tutela delle acque sotterranee, del reticolo idraulico e delle opere di bonifica; la conservazione delle caratteristiche naturalistiche e la valorizzazione del patrimonio paesaggistico, monumentale e archeologico; la promozione della crescita economica del territorio attraverso un sistema di fruizione turistica; la definizione di una strategia comune tra i tre Parchi toscani, soprattutto con quello di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Nei locali del Centro visite, Brancale elenca i contenuti dell’informativa preliminare e traccia il crono programma: adozione a fine 2021, approvazione entro il 2022, entrata in vigore a luglio 2023.

Il principale riferimento normativo per il Piano integrato è la legge 30/2015 che disciplina la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e ambientale della Toscana anche attraverso la valorizzazione delle attività produttive peculiari dell’area, il contrasto ai fenomeni di sfruttamento e uso improprio, lo sviluppo di attività economiche sostenibili.

Il documento, è stato spiegato, deve conformarsi al Piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico (approvato dal Consiglio regionale nel marzo del 2015). Il Pit risulta utile anche per la costruzione del quadro conoscitivo di riferimento. Rientrando negli atti di governo del territorio, secondo la legge regionale 10/2010, è soggetto a procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas), nel cui ambito è prevista, per la presenza di un articolato sistema di Siti Natura 2000 (la rete di interesse comunitario per la conservazione e il mantenimento di habitat, flora e fauna), la Valutazione di incidenza (Vi). Dovrà inoltre seguire i contenuti del Piano energetico (approvato a febbraio 2015), del Piano regionale di sviluppo (approvato con risoluzione a marzo 2017), del Piano di bacino del fiume Ombrone-stralcio Assetto Idrogeologico (Pai) (entrato in vigore a maggio 2005), della Direttiva europea su rete Natura 2000.

La partecipazione alla redazione, le cui previsioni sostituiscono i piani territoriali o urbanistici di qualsiasi livello, purché nel rispetto del piano paesaggistico regionale, è garantita per legge anche attraverso incontri pubblici.

Secondo il Piano vigente del Parco (redatto nel dicembre 2008), l’area di riferimento ricade all’interno dei comuni di Grosseto, Orbetello e Magliano in Toscana e i macro ambiti di riferimento sono: l’area protetta del Parco (che comprende i rilievi collinari dell’Uccellina, la fascia delle pinete litoranee, la costa e l’area palustre in riva destra e sinistra dell’Ombrone, e un’ampia fascia territoriale a carattere agricolo di circa 8mila 902 ettari); l’area contigua al Parco (che comprende indistintamente tutto il comprensorio agricolo posto a monte dell’Aurelia, fino ai crinali collinari, oltre ai centri abitati di Alberese e di Talamone per una superficie complessiva pari a 9mila 97 ettari).

L’area protetta, ai sensi della legge quadro, è stata suddivisa in sette ambiti (riserve integrali; riserve orientate; aree di protezione; aree di promozione; ambiti a elevato valore naturalistico e ambientale; ambiti di origine antropica di pregio ambientale e naturalistico; territorio aperto). Per l’area contigua sono state definite specifiche direttive (sempre ai sensi della legge quadro) alle quali si sono adeguati gli strumenti urbanistici dei Comuni territorialmente competenti e della Provincia di Grosseto.

Il Piano vigente riveste essenzialmente le finalità di conservazione, tutela e salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio, degli habitat, degli ecosistemi e della biodiversità. Qualsiasi tipo di attività di trasformazione del territorio e di eventuale occupazione di suolo è “esclusivamente collegata alla attività agricola e al perseguimento delle finalità istituzionali”.

Entrando nello specifico del Piano (per la cui redazione le risorse disponibili ammontano a 150mila euro), si disegnano le due sezioni di riferimento: pianificatoria e programmatoria. Nella prima viene definita la perimetrazione definitiva del parco e delle aree contigue, l’organizzazione generale del territorio e la sua articolazione in zone, la disciplina e la progettazione attuativa delle previsioni del piano, vincoli e salvaguardie, specifiche direttive per le aree contigue. La seconda individua e promuove iniziative e attività di soggetti pubblici e privati compatibili con le finalità del parco, comprese quelle utili a prevenire, contenere e mitigare i danni determinati dalla fauna selvatica.

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