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Di Giacinto: «No alle bandiere di partito alla festa dell’Unità d’Italia e delle Forze armate» fotogallery

FOLLONICA – «Durante la celebrazione del 4 novembre “Giornata dell’Unità nazionale, delle Forze armate e del ricordo delle vittime di tutte le guerre” non devono esserci “bandiere” o “simboli” di qualsiasi partito politico, qualunque esso sia, ma solo bandiere Tricolori. Il 4 novembre è di tutti gli italiani. Forse, senza queste “bandiere” o “simboli”, la partecipazione popolare sarebbe più numerosa» ad affermano Massimo Di Giacinto capogruppo della omonima lista civica.

«Ho partecipato alla celebrazione follonichese del 4 novembre e l’ho fatto perché sono convintamente legato ai valori della Patria, al riconoscimento dell’importanza delle Forze armate ed al rispettoso e riconoscente pensiero per il sacrificio di tanti italiani, le cui vite sono state spezzate nella tragedia delle guerre. Al corteo, aperto dalla Filarmonica cittadina “Puccini”, erano presenti i rappresentanti delle forze armate e delle loro associazioni di Arma, i Vigili del fuoco e la Croce rossa Italiana ma, purtroppo, pochissimi cittadini – prosegue Di Giacinto -. Ma, ciò premesso, credo sia necessario dire a “voce alta” basta. Basta alla sistematica presenza di bandiere di partito in occasioni come queste. Il 4 novembre è di tutti gli italiani e mi pare strumentale la partecipazione con qualsiasi simbolo che possa ricondurre ad una parte politica piuttosto che ad un’altra, qualunque essa sia. Nelle celebrazioni del 4 novembre devono esserci solo bandiere Tricolori. Posso dirlo tranquillamente perché non ho nessuna bandiera da esporre ma, in ogni caso, non mi sarei mai permesso di farlo. Faccio esplicito riferimento, senza timore di smentite, al partito di “Rifondazione Comunista” ed alla lista “Follonica a Sinistra per Benini Sindaco” (che, più o meno, sono la stessa cosa), presenti con le proprie bandiere rosse».

«Anche qualche fazzoletto al collo dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) o foulard della stessa associazione, vista la circostanza, non c’entravano proprio nulla ma, almeno, passavano quasi inosservati – continua la nota -. Naturalmente è solo un’opinione personale che credo, e spero, sia condivisa da tanti concittadini che, magari, non partecipano proprio perché non si vogliono “intruppare” sotto quei simboli che non li rappresentano e che erano prepotentemente presenti. Un po’ più di rispetto, un po’ meno arroganza e voglia di apparire, per appropriarsi di un’occasione che è di tutti, potrebbero dare, senz’altro, un contributo positivo ad una maggiore, ed auspicabile, partecipazione popolare».

 

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