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Attacco nella notte: sbranata una pecora. «Non sappiamo come difenderci». Così i predatori arrivano quasi al mare fotogallery

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BAGNO DI GAVORRANO – È saltato sopra due reti di protezione per arrivare alla sua preda: un agnello di appena 90 giorni. L’attacco di un predatore, verosimilmente un lupo secondo la proprietaria dell’omonima azienda agricola Venturi Marzia, nelle campagne gavorranesi al confine con il comune di Scarlino, è accaduto nelle prime ore di questa mattina.

L’agnello, un esemplare femmina destinato alla riproduzione era all’interno del proprio recinto, protetto da una baracca e una recinzione dell’area intorno. Una seconda rete circonda inoltre l’intero podere. Il predatore si è avvicinato scavalcando ogni ostacolo fino a giungere nel recinto degli agnelli, ha afferrato un animale tirandolo fuori dalla staccionata sempre passando sopra la rete, poi l’ha trascinato un’altra ventina di metri, ma nella seconda rete l’agnello, ormai privo di vita, si è impigliato ed è rimasto bloccato. Il predatore ha quindi sbranato solo una parte della sua preda per poi fuggire nei boschi antistanti. L’attacco è avvenuto alle prime luci dell’alba di stamattina. Quando il pastore ha trovato l’animale sbranato il suo corpo era ancora caldo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri forestali e l’Asl.

La paura della proprietaria dell’azienda agricola biologica, che ha un allevamento di circa 250 pecore, adesso è, che il predatore torni, anche perché non è la prima volta che parte del suo gregge subisce un attacco. Oltre ad alcuni animali uccisi negli anni passati, circa 15 anni fa l’azienda ha perso oltre 100 capi di bestiame in un solo giorno dopo che un branco intero di predatori era riuscito ad entrare nella stalla di notte e riuscì a portare via circa quattro esemplari mentre gli altri sono morti calpestandosi fra di loro durante l’accerchiamento all’interno della stalla.

La probabilità di un nuovo attacco a breve sembra molto alta. «Secondo l’esperienza – spiega Marzia Venturi -, dopo un primo attacco di questo tipo ne segue un secondo, solitamente più aggressivo. Non sappiamo come proteggerci. In questo momento cerchiamo di raddoppiare le reti, di rinforzare tutto, di essere ancora più vigili. Di notte le pecore stanno nelle stalle ma di giorno è difficile proteggere 250 animali e a questo punto, che ormai ha assaggiato il sangue, tornerà sicuramente».

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