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Giornata nazionale delle cure palliative: evento pubblico di informazione per i cittadini

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GROSSETO – Numerose le iniziative sul territorio della Asl Toscana sud est in occasione della Giornata nazionale delle cure palliative, lunedì 11 novembre.

A Grosseto, l’Unità funzionale cure palliative dell’ospedale Misericordia, diretta da Bruno Mazzocchi, organizza un evento a partire dalle 14 nella sala riunioni delle Malattie infettive, dove si terrà una tavola rotonda dal titolo “Le cure palliative e l’Hospice: la nostra realtà, punti di forza e di miglioramento”.

“Sarà l’occasione per confrontarsi e promuovere la diffusione della cultura della palliazione, sensibilizzando sui diritti e sui bisogni dei malati inguaribili e delle loro famiglie” commenta Mazzocchi.

Tra i vari temi in programma, si parlerà dell’assistenza domiciliare ai malati, del ruolo dell’accompagnamento spirituale come strumento anche di cura, sempre nel totale rispetto della dignità e dei desideri della persona in quanto essere umano e non solo come persona affetta da patologia. Grande attenzione sarà poi riservata al fondamentale contributo dato dalle associazioni di volontariato, in particolare La Farfalla e Dog4life, che collaborano in completa sinergia con i professionisti sanitari e sono sempre presenti a fianco di chi affronta un momento così difficile.

Nella seconda parte del pomeriggio, dalle 16 alle 19, all’Hospice, al primo piano, scala A, i cittadini potranno incontrare gli operatori che saranno a loro disposizione per rispondere alle loro domande su attività e servizi del reparto.

“La Giornata nazionale delle cure palliative coincide con la festa di san Martino, il cui mantello (il pallio appunto) è il simbolo tangibile della cura globale e della presa in carico della sofferenza, proprio come le cure palliative curano e si prendono cura non solo della malattia, ma anche della persona malata e dei suoi familiari – commentano dalla Asl -. Prendersi cura è un atto d’amore straordinario, che implica un coinvolgimento emotivo profondo che occorre imparare a gestire e che tocca tutti da vicino: operatori, che stanno accanto al paziente e alla famiglia, e gli stessi familiari, chiamati ad accompagnare la persona cara durante le sue ultime fasi di vita”.

 

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