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Al via il nuovo piano strutturale e operativo, il sindaco: «Incentivo a ripresa e sviluppo dell’attività edilizia»

ROCCASTRADA – Sono entrati in vigore oggi, sabato 9 novembre, il nuovo Piano operativo e la variante al Piano strutturale. A distanza di 30 giorni dalla loro pubblicazione sul Burt, divengono così efficaci le nuove regole che garantiscono l’ampliamento della gamma degli interventi consentiti, a completamento di un percorso voluto fortemente dall’amministrazione comunale per favorire la ripresa e lo sviluppo delle attività edilizie.

Con l’approvazione di queste nuove regole, vengono definitivamente accantonati i vecchi strumenti urbanistici risalenti ai primi anni del 2000. Roccastrada è uno dei primi comuni della Regione Toscana ad avere il piano operativo adeguato alle nuove norme regionali in materia di governo del territorio.

“Le linee guida dei nuovi strumenti urbanistici: sono molte le novità che consentiranno una forte semplificazione burocratica fatta di zero vincoli comunali e poche norme, semplici, chiare e mai descrittive”annuncia il Comune di Roccastrada.

I nuovi strumenti urbanistici prevedono una riduzione degli ambiti territoriali, passati da quattro a tre, e delle Unità territoriali organiche elementari (Utoe), passate da sedici a tre e senza ulteriori ripartizioni. Nel territorio comunale rurale non è più prevista la distinzione fra esclusiva e prevalente funzione agricola, finora esistente e vincolante, e i manufatti esistenti nel territorio non urbanizzato potranno ospitare attività anche di tipo residenziale, commerciale, esercizi pubblici e servizi, direzionale, terziario e turistico-ricettivo. Nella destinazione residenziale, sarà possibile prevedere attività commerciali di vicinato, direzionali, artigianali, di servizio e turistico-ricettiva con riduzione dell’iter burocratico e abolizione dei relativi oneri che finora dovevano essere pagati al Comune, senza necessità di cambi di destinazione d’uso. Nelle aree produttive e artigianali esistenti, inoltre, sarà consentito il cambio di destinazione d’uso con flessibilità verso le funzioni residenziale, commerciale di vicinato, direzionale, artigianale, attività di servizio e attività turistico-ricettiva di case vacanza, affittacamere e bed and breakfast. Il Piano Operativo prevede, infine, la possibilità di realizzare annessi agricoli, addizioni volumetriche e piscine sul territorio comunale rurale e urbanizzato e abolisce l’obbligo imposto dal Regolamento urbanistico vigente della Scia, Segnalazione certificata di inizio attività per interventi nei centri storici, a eccezione dei casi in cui sia richiesta da norme sovraordinate.

In breve alcune delle principali novità: non ci saranno più vincoli comunali sul territorio, ma solo quelli da norme sovraordinate, consumo zero di suolo con il piano che è rimasto nei vecchi limiti dei centri abitati, possibilità di ampliamento del 30% del volume o, alternativamente, di 40 mq di superficie per tutti gli edifici (naturalmente fatti salve le altre normative sovraordinate), possibilità di cambi di destinazione d’uso (es. da agricolo a residenziale) su tutto il territorio; possibilità di svolgimento di attività extragricole sul territorio rurale.

“I nuovi strumenti urbanistici – afferma Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada – arrivano a coronamento di un lungo ed intenso lavoro portato avanti dai tecnici comunali in sinergia con la Regione Toscana. La loro approvazione era uno dei principali obiettivi del programma di governo dell’amministrazione comunale, con il fine ultimo di dare il via ad una vera e propria semplificazione burocratica e una prospettiva di crescita del territorio con interventi e progetti di qualità. Questo è stato l’obiettivo primario del ‘patto per la buona progettazione’, che consentirà progetti di qualità senza vincoli comunali, con iter più snelli, norme semplici e chiare, insieme al recupero del patrimonio edilizio esistente, fortemente incentivato con agevolazioni e facilitazioni. Ringrazio il gruppo di lavoro per la redazione dei due nuovi strumenti urbanistici, per i quali sarà fondamentale la fase di messa a regime”.

“Una fase – aggiunge e conclude Limatola – che sarà resa più facile proprio grazie ai tecnici comunali che hanno fatto parte del gruppo di lavoro, chiamati per primi ad applicare la variante al Piano strutturale e il nuovo Piano operativo”.

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